Steph Curry (LaPresse)
Steph Curry (LaPresse)

Oklahoma City (Stati Uniti), 17 marzo 2019 – “La sconfitta contro Phoenix ci ha aperto gli occhi” ha dichiarato uno Steve Kerr moderatamente soddisfatto dopo la vittoria ottenuta dai suoi Golden State Warriors nel big match della notte Nba giocato contro gli Oklahoma City Thunder, battuti con un perentorio 110-88 dai californiani. L’assenza dell’ex di serata Kevin Durant rischiava di complicare e non poco i piani dei campioni in carica che però hanno trovato negli “Splash Brothers” le giuste risorse per superare questo scoglio: i 33 punti di Steph Curry e i 23 di Klay Thompson sono infatti il simbolo del dominio di Golden State che ha tirato con un eccellente 47% dal campo (43% dalla lunga distanza) e che ha chiuso la prima metà di gara sul +18 (64-46) riuscendo poi ad amministrare il vantaggio nei secondi 24’ de match. Pronta è arrivata la risposta dei Denver Nuggets che hanno piegato sul filo di lana gli Indiana Pacers: sul +7 a 2’56” dalla fine, i Nuggets sembravano in pieno controllo, ma l’uscita dal campo per espulsione di Nikola Jokic (26 punti) ha rimesso tutto in discussione risvegliando l’orgoglio dei Pacers bravi a ritrovare il pareggio a quota 100 con Turner a 27” dall’ultima sirena. Un pareggio che non ha però spaventato Paul Milsap che con 7” ancora da giocare ha risolto la situazione segnando su assist di Murray il canestro del definitivo 102-100.

Restando in Western Conference è arrivata l’ottava vittoria consecutiva dei San Antonio Spurs che hanno domato 108-103 i Portland Trail Blazers ai quali non sono bastati i 34 punti di uno scatenato Damian Lillard. Il colpo di reni vincente i texani lo hanno piazzato nel quarto finale dopo l’uscita dal campo di McCollum (messo ko da un guaio alla gamba sinistra). Preziosi nel frangente sono stati i punti portati alla causa da Forbes, Bertans e Mills. In doppia cifra tra i neroargentati, trascinati da DeMar DeRozan (21 punti), c’è andato anche Marco Belinelli che ha portato a casa 11 punti e 4 rimbalzi. Tutto decisamente più semplice per gli Utah Jazz che hanno mandato al tappeto i Brooklyn Nets con un severo 114-98. In testa per tutto l’arco dei 48’ di gioco, i Jazz si sono fatti guidare per l’ennesima volta dall’accoppiata composta da Donovan Mitchell (24 punti) e da Rudy Gobert (23 punti e 17 rimbalzi). Ad Est spicca il successo dei Boston Celtics che hanno superato gli Atlanta Hawks 129-120: la pratica sembrava piuttosto agevole per i biancoverdi che, sorretti da un immarcabile Kyrie Irving (30 punti, 11 rimbalzi e 9 assist), hanno chiuso a +13 i primi tre quarti. John Collins (20 punti), Kent Bazemore e Trae Young (26 punti) hanno però rimesso tutto in discussione e riaperto spingendo Atlanta fino a al pareggio a 5’53” dalla fine (112-112). Uno sforzo pagato a caro prezzo ne finale quando Brown e Morris hanno ispirato il break di 13-2 che ha definitivamente lanciato i Celtics verso la vittoria. Infine hanno chiuso la nottata con una vittoria anche i Washington Wizards (135-128 contro i Memphis Grizzlies), i Dallas Mavericks (121-116 contro i Cleveland Cavaliers) e i Phoenix Suns che hanno sconfitto 138-136 i New Orleans Peicans dopo un overtime e grazie ad una tripla di Jackson.