Malcolm Delaney (Ciamillo)
Malcolm Delaney (Ciamillo)

Milano, 24 maggio 2021 – L’Armani AX Milano non fa sconti all’Umana Reyer Venezia e si prende anche gara 2 delle semifinali scudetto travolgendo con un perentorio 99-65 la formazione lagunare e avvicinandosi nel migliore dei modi alle Final Four di Eurolega, in programma da venerdì a Colonia. Il copione di questa gara 2 è stato completamente diverso da quello del primo atto della serie, perché stavolta Milano ha subito preso in mano le redini del match piazzando un parziale mortifero di 21-0 tra primo e secondo quarto e non voltandosi poi più indietro. Granitica la difesa dei biancorossi che di conseguenza hanno trovato fiducia anche in fase offensiva (58.5% da due e 44% da tre), dove a fare la differenza sono stati Malcolm Delaney (20 punti, tutti segnati nella prima metà di gara) e Sergio Rodriguez che ha chiuso con 14 punti e 7 assist in soli 15’ giocati. Serata da dimenticare invece per la Reyer che ha pagato a carissimo prezzo la serata storta nel tiro da fuori (4/27 complessivo) e non è riuscita a trovare le giuste risposte da alcuni suoi uomini chiave come Julyan Stone (fermo a 3 punti) e Stefano Tonut.

La cronaca

Dopo un avvio un po’ freddo, Milano ha serrato le fila in difesa chiudendo le linee di passaggio dell’attacco veneziano (sei palle perse per la Reyer nel quarto d'apertura) e proteggendo il perimetro. Da questo impeccabile atteggiamento difensivo ha ovviamente tratto giovamento anche la fase offensiva, avviando un parziale di 19-0 (23-7 al 10') alimentato dai canestri di uno scatenato Delaney (12 punti nei primi 10’) e diventato addirittura 21-0 all’alba del secondo quarto. Venezia, pur faticando terribilmente a trovare il bersaglio dall’arco (1/14 da tre iniziale) ha provato a rispondere con un 7-0 che l’ha riportata a -16 (34-18), ma non è comunque riuscita a scalfire le certezze di Milano e dei suoi trascinatori Rodriguez e DeLaney. I biancorossi, infatti, hanno ben presto scollinato nuovamente le venti lunghezze di vantaggio rientrando negli spogliatoi per la pausa lunga sul 54-29. Un margine di ampia sicurezza che non ha però fatto staccare la spina all’Olimpia che anche nella ripresa non ha mollato un centimetro continuando a far correre il tassametro del vantaggio fino a +34 finale.

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