John Brown (LaPresse)
John Brown (LaPresse)

Firenze, 16 febbraio 2019 - Al Mandela Forum è l’Happy Casa Brindisi la seconda finalista delle Final Eight 2019. Il roster guidato da Frank Vitucci, dopo aver battuto 87-86 la Dinamo Sassari,  contenderà il trofeo alla Vanoli Cremona che ha superato per 102-92 la Virtus Segafredo Bologna nella prima semifinale. Un match dominato per tre quarti e mezzo che ha visto la rimonta dei sardi nell’ultimo quarto con Carter che ha sbagliato il tiro della possibile vittoria. Mvp della serata John Brown autore di 20 punti accompagnato dai 18 di Chappell e Moraschini. Balzano agli occhi le percentuali dalla lunga distanza per gli adriatici col 43% complessivo.

Partenza sprint per i pugliesi, come già accaduto nel quarto di finale contro Avellino che costruiscono immediatamente cinque punti di separazione che vengono annullati in due giri di cronometro da un parziale di 6-0 chiuso da Pierre. La gara si infiamma in attacco anche dall’arco dei tre punti con Moraschini e Chappell che fanno lievitare il punteggio sul cronometro (18-18 al 6’). Le difese lasciano spazio agli attacchi che viaggiano ben sopra il 50% del campo con Brown che scollina già sopra la doppia cifra dopo la prima frazione. La Dinamo gioca di mestiere e riesce a ridurre ad un solo possesso lo svantaggio (33-36 al 12’) coi tiri liberi di Tyrus McGee, l’unico in casa Dinamo ad avere la mano calda tanto da ridurre ad un solo possesso lo svantaggio per i suoi (38-40 al 15’). Abbassando i ritmi e giocando a difesa schierata la Dinamo riesce a mettere la museruola ad un Happy Casa che subisce un elevato numero di falli (11 vs 6) e reagisce tutto d’un colpo con l’energia del duo Brown – Chappell che propizia un contro break di 12-5 che ribadisce la propensione degli uomini di Vitucci a correre il campo con una certa scioltezza (46-54).

Rinfrescate le idee nello spogliatoio, arriva poi il momento di Adrian Banks col nativo di Memphis che infiamma la platea con due canestri che regala il + 13 a Brindisi. Il Banco di Sardegna smarrisce la via del canestro con tre possessi mal gestiti da Jaime Smith che provocano il 50-66 sancito dalla bomba dall’angolo di Gaffney. A fermare la carestia offensiva sassarese è Cooley lontano parente del giocatore ammirato con Venezia ventiquattro ore prima. Entrambe le squadre cominciano a sporcare le rispettive percentuali con Sassari che perde anche il terzo parziale di gioco. Nell’ultima frazione l’acuto di Jaime Smith riporta il Banco sul 69-76 tenendo aperta una minima di rimonta. Sul più bello, però, c’è da registrare la quinta penalità fischiata Rashawn Thomas ma la carica suonata da Justin Carter che rimette in partita la sua squadra nonostante due falli tecnici chiamati alla Dinamo. A spezzare i sogni di gloria sono una bomba di Chappell che mette al sicuro anche se il Banco ha la grande opportunità con Carter di compiere il sorpasso. Il ferro dirà di no premiando la truppa del Presidente Nando Marino. Il momento magico dell’Happy Casa Brindisi continua.