Brindisi, Tyler Stone (foto Ciamillo)
Brindisi, Tyler Stone (foto Ciamillo)

Bologna, 29 gennaio 2020 – Con la morte nel cuore per la tragica scomparsa di Kobe Bryant che in questi giorni ha scosso il mondo dello sport mondiale, le coppe europee di basket hanno ripreso il loro cammino riservando però più amarezza che gioia alle squadre italiane impegnate: in FIBA Champions League, infatti, la Happy Casa Brindisi è stata sconfitta dagli ungheresi del Falco Szombathely 93-83 e ha così detto addio alle ultime speranze di poter passare alla seconda fase della competizione. Dopo essere partiti in salita (14-5), i salentini hanno preso in mano la situazione grazie a Tyler Stone (19 punti) e Luca Campogrande (13 punti) e nel secondo quarto hanno messo il turbo con un break di (30-24) andando negli spogliatoi a + 9 (44-53). Nella seconda metà di gara c’è stata però la reazione degli ungheresi che, spinti da Juvonte Reddic (22 punti), hanno colmato il solco e poi, sfruttando anche un finale convulso e teso (espulso Sutton per doppio antisportivo) hanno allungato le mani sulla vittoria.

Meglio è andata, sempre in Champions, alla Dinamo Sassari che in casa ha sconfitto l’Hapoel Holon 83-73. I biancoblu, grazie anche al nuovo arrivato Dwight Coleby, hanno chiuso in crescendo la frazione d’apertura e poi hanno dato un’altra sgasata ispirata da Jerrells che ha trascinato i suoi fino al +12 (35-23). Dall’altra parte però è arrivata la risposta israeliana affidata all’ex Maccabi Tel Aviv Pnini che ha riportato in partita Holon che da quel momento non ha mollato la presa fino ai canestri conclusivi e pesantissimi di Michele Vitali e Stefano Gentile. Infine in Eurocup è arrivato il pesante ko dell’Umana Reyer Venezia che, nonostante l’attesissimo esordio di Andrew Goudelock (2 punti in 16 minuti per l’ex compagno di Kobe Bryant ai Lakers), è stata sconfitta 70-52 dai greci del Promitheas Patrasso, guidati al successo dall’ex Virtus Roma Loukas Mavrokefalidis, dominatore del pitturato con 28 punti segnati e 13 rimbalzi catturati. Alla Reyer, che ha pagato a carissimo prezzo la serata disastrosa nel tiro da tre punti (1/21 finale per gli orogranata) e anche il calo nei due quarti centrali (27-15 il parziale piazzato dai greci nella seconda frazione) in cui Patrasso ha fatto la differenza prendendo il largo, non sono invece bastati i 12 punti di Jeremy Chappell, unico orogranata in doppia cifra.

MATTEO AIROLDI