Haynes (LaPresse)
Haynes (LaPresse)

Tenerife 15 gennaio 2019 – Colpaccio dell’Umana Reyer Venezia che nel terzo appuntamento del girone di ritorno della Basketball Champions League infligge alla capolista del raggruppamento A, l’Iberostar Tenerife, la seconda sconfitta stagionale nella manifestazione continentale battendola 80-78. Ora i laguari vedono avvicinarsi l’obiettivo del passaggio al turno successivo, accorciando in classifica sugli spagnoli – già qualificati – che adesso sono avanti soltanto una vittoria in più. A trascinare la squadra di coach De Raffaele c’hanno pensato un eccellente Marquez Haynes (18 punti) ed un glaciale Michael Bramos che nel quarto periodo non ha lasciato scampo agli avversari dalla lunga distanza. 

A partire bene, tuttavia, sono gli uomini di Vidorreta che si portano sul 5-0 con Colton Iverson, reduce dall’ottima prova in campionato domenica scorsa sul campo del Murcia. Gli orogranata – che schierano Deron Washington tra i dodici reduce da problemi fisici - tengono testa all’assalto dei padroni di casa riducendo il gap prima con Julyan Stone e, qualche istante dopo, con Haynes che decreta il primo sorpasso per i viaggianti. C’è tanto coraggio e determinazione nel voler essere protagonisti su un campo in cui la stessa Venezia due anni ha chiuso al quarto posto la prima edizione della Final Four di tale competizione. Lo ricorda bene Stefano Tonut che non si fa pregare due volte nell’allargare la forbice in favore dei suoi per ben due volte (33-36 al 18’). La pausa per l’intervallo produce poco in termini di reazione per Tenerife che gioca con tanto nervosismo col solo Abromaitis (16 punti ed 8 rimbalzi) capace di riaprire che sembrava incanalarsi già su binari pericolosi quando la panchina spagnola viene sanzionata di un fallo tecnico. A ribaltare l’inerzia è capitan Richotti che firma il + 7 (63-56) in apertura di quarta frazione. Venezia incassa il colpo ma reagisce coi suoi due uomini migliori, Bramos e Haynes. L’ala con passaporto greco è incontenibile da tre punti mentre la guardia ex Sassari s’inventa un gioco da tre punti nelle battute conclusive che mette in cassaforte il risultato finale a favore di una Reyer con la faccia giusta e che ha sofferto la lotta a rimbalzi (25 contro 38) ma che, al contrario, ha tenuto testa nel confronto al tiro con percentuale complessiva al di sopra del 50%. Una serata da ricordare per la formazione veneta, la seconda italiana dopo Avellino (nel gennaio 2017) ad espugnare il Santiago Martìn.