Luis Scola (ANSA)
Luis Scola (ANSA)

Pechino (Cina), 13 settembre 2019 – Cuore, classe e “Alma”. I tre ingredienti che mixati con le giuste dosi hanno portato l’Argentina a compiere un’altra impresa e ad agguantare nuovamente, dopo 29 anni, un posto in finale ai Mondiali di basket 2019. Una finale che parlerà spagnolo visto che l’Albiceleste, domenica alle 14 italiane, a Pechino, se la vedrà con la Spagna. Oggi però per gli argentini è tempo di festeggiare l’ennesimo capolavoro, messo a segno a spese di una Francia annichilita in semifinale con un perentorio 80-66 che racconta appieno quello che è stato il dominio tecnico argentino nell’arco dei quaranta minuti di gioco. Questo successo porta indiscutibilmente la firma di un commovente Luis Scola che, dopo aver “matato” la Serbia ha addirittura alzato l’asticella giocando contro i transalpini una gara perfetta e chiudendo con un bottino sensazionale di 28 punti e 13 rimbalzi per un complessivo 32 di9 valutazione. A dir poco prezioso però, ancora una volta, il contributo di Facundo Campazzo, che ha stravinto il duello a distanza con Nando De Colo portando a casa 12 punti, 7 rimbalzi e 6 assist, e quello di Luca Vildoza, autore di 6 punti ravvicinati nel break decisivo piazzato dall’Argentina ad inizio terzo quarto. Partita da dimenticare invece per la Francia che ha sbattuto che ha sbattuto in una difesa argentina minuziosamente attenta (39% dal campo per i transalpini e addirittura 23% da tre) e non ha trovato, come accaduto come contro la Francia le contromisure giuste per far male. Basti pensare che Rudy Gobert, MVP del match vinto contro Team USA, quest’oggi si è fermato a soli 3 punti e che Fournier è stato a lungo limitato magistralmente da Garino.

Il 10-2 iniziale ispirato da Scola e Campazzo ha subito messo in chiaro le idee dell’Argentina che senza perdere tempo ha preso il controllo del gioco resistendo al primo tentativo di rientro francese, firmato a fine primo quarto da De Colo e Labeyrie (21-18 al 10°), infallibili dall’arco. La fiammata francese si è però ben presto spenta e sulle ali di uno Scola monumentale (già 13 punti all’intervallo lungo) l’Argentina ha mantenuto in mano l’inerzia del match andando negli spogliatoi sul +7 (39-32). Al rientro in campo dopo la pausa lunga è poi arrivata la svolta del match: Vildoza si è infatti caricato la squadra sulle spalle segnando sei punti ravvicinati e portando il vantaggio dell’Albiceleste in doppia cifra (45-35). Un colpo durissimo da attutire per i transalpini che sotto i colpi del play 1995 e di Scola sono sprofondati a -15 (60-45) prima di accennare ad una timida reazione griffata da Ntilikina e De Colo (60-51 ad inizio quarto quarto). Reazione che non ha spaventato minimamente l’Albiceleste che ha continuato a dettare i ritmi a lei più congeniali e nei minuti conclusivi della frazione finale ha dato il colpo del ko con le ultime due bombe mandate a bersaglio da Scola.

I tabellini

Argentina: Caffaro, Vildoza 10, Scola 28, Campazzo 12, Laprovittola 7, Brussino 2, Fjellerup, Delia 6, Deck 13, Garino, Galizzi 2. All.Hernandez

Francia: Ntilikina 16, M’baye 4, Batum 3, Fournier 16, De Colo 11, Poirier, Albicy 3, Labeyrie 8, Lessort 2, Gobert 3, Toupane, Lacombe. All.Collet