di Paolo Manili Di cavalli in crescita tecnica se ne vedono parecchi in queste settimane di concorsi a due o tutt’al più tre stelle, il massimo che gli organizzatori riescono a proporre in questo post-lockdown ancora sotto stretto (si fa per dire) monitoraggio (vedi la nota protesta dell’olimpionico Lamaze a Lier per i controlli...

di Paolo Manili

Di cavalli in crescita tecnica se ne vedono parecchi in queste settimane di concorsi a due o tutt’al più tre stelle, il massimo che gli organizzatori riescono a proporre in questo post-lockdown ancora sotto stretto (si fa per dire) monitoraggio (vedi la nota protesta dell’olimpionico Lamaze a Lier per i controlli troppo blandi). E anche gli azzurri ne testano diversi, di cavalli, in varie trasferte. Come a Opplagbeek, Belgio, dove nel GP 3* vinto dal tedesco Stuhlmeyer (Varihoa du Temple) il nostro Michael Cristofoletti (Sig Dibalia) si è piazzato fra i migliori dieci, con un errore in barrage. E dove sabato De Luca (Jeunesse van T Paradijs) ha chiuso quarto la gara di 1,35 m. A due passi da lì, a Kronenberg, Olanda, solo 18° posto per Antonio Alfonso (Charmie) nel GP conquistato dal britannico Jones (Dexter). Niente di eclatante insomma nel week-end, ma è già un lusso che si possa continuare a gareggiare, perché la tempesta pandemica non è affatto superata e tantomeno gli effetti a lunga scadenza del lockdown. Effetti che – nell’impossibilità di garantire la necessaria sicurezza – hanno costretto gli organizzatori del Campionato del mondo per giovani cavalli di Lanaken, Belgio, che era in programma dal 16 al 20 settembre, a rinviarlo all’anno prossimo. Fare a porte chiuse un evento che vive sulla presenza a bordo campo di allevatori e pubblico sarebbe stato controproducente. Idem per la tappa a Stoccarda della Fei World Cup, "indoor" in calendario dall’11 al 15 novembre: la dirigenza del German Master ha deciso di rinunciare e dare appuntamento al 10-14 novembre 2021. Ora la Coppa del Mondo ha perso quattro tappe: Oslo, Helsinki, Madrid e Stoccarda.