Brahim Diaz, 21 anni, ha già realizzato quattro reti in questa stagione
Brahim Diaz, 21 anni, ha già realizzato quattro reti in questa stagione
di Luca Talotta Corsi e ricorsi storici, quelli che tanti piacciono, ma solo se hanno poi il lieto fine. A contorno l’estro di quel numero dieci che di solito identifica il funambolo che ti risolve le partite, anche quelle più complicate. L’arma vincente per battere l’Atletico Madrid, Stefano Pioli, ce l’ha lì a portata di mano. È un ragazzino terribile, uno dei tanti che popolano questo Milan; un 21enne spagnolo (guarda il caso...) cresciuto nelle giovanili dell’altra metà di Madrid, quella del Real (ancora il caso) che ha tanta voglia di segnare ai Colchoneros, dopo aver già battezzato il Liverpool nella sfortunata trasferta...

di Luca Talotta

Corsi e ricorsi storici, quelli che tanti piacciono, ma solo se hanno poi il lieto fine. A contorno l’estro di quel numero dieci che di solito identifica il funambolo che ti risolve le partite, anche quelle più complicate. L’arma vincente per battere l’Atletico Madrid, Stefano Pioli, ce l’ha lì a portata di mano.

È un ragazzino terribile, uno dei tanti che popolano questo Milan; un 21enne spagnolo (guarda il caso...) cresciuto nelle giovanili dell’altra metà di Madrid, quella del Real (ancora il caso) che ha tanta voglia di segnare ai Colchoneros, dopo aver già battezzato il Liverpool nella sfortunata trasferta d’esordio in Champions League: Brahim Diaz.

L’esordio casalingo dei rossoneri di domani nella coppa dalle grandi orecchie sarà un evento unico; si tornerà a riassaporare la musica della Champions a distanza di 2.778 giorni e per giunta contro lo stesso avversario di allora: era il 19 febbraio del 2014, infatti, quando i rossoneri persero in casa 1-0 proprio contro l’Atletico Madrid nella gara d’andata degli ottavi di finale. Da li anni di vacche magrissime, a girovagare per campi come Rijeka, Craiova e dintorni, prima del grande ritorno. Un nuovo inizio, condito dalle prestazioni del gioiello Brahim Diaz. Giocatore da colpi istantanei e ragionati, rapidità e imprevedibilità, goal e assist. Finora quattro marcature in sette presenze, quasi tutte decisive: il goal contro la Sampdoria (0-1 a Marassi) e a La Spezia (1-2 al Picco), la rete del vantaggio a Liverpool (3-2 finale per i Reds) e col Venezia (2-0 a San Siro).

L’ex Real Madrid, in meno di un mese, ha saputo cancellare anche gli ultimi, residui (se mai ce ne siano stati tra i supporter rossoneri) dubbi sul suo ruolo di novello Calhanoglu; anzi, con le già citate reti messe a segno ha raggiunto al 27 settembre il suo bottino di tutta la scorsa stagione, a riprova di una crescita incredibile.

Di certo domani contro l’Atletico Madrid Pioli non recupererà Ibrahimovic, il quale rientrerà al pari di Krunic, Messias e Bakayoko solo dopo la sosta. Da ieri è tornato in gruppo, invece, Simon Kjaer: starà a Pioli capire chi schierare tra lui e Romagnoli, che comunque ha offerto valide prove quando è stato chiamato in causa.

La differenza per questo Milan rispetto al passato, anche quello più recente, è che la profondità della rosa attuale consente di sopperire ad assenze che prima risultavano incolmabili, Ibrahimovic su tutte. Con i rientri di Calabria, Giroud e Florenzi, all’orizzonte ci saranno diversi cambi di formazione rispetto ai giocatori visti all’opera a La Spezia: rientreranno Calabria, che prenderà il posto di Kalulu a destra, Brahim Diaz (al posto di Daniel Maldini) e Leao, che agirà sull’out mancino della trequarti. Rebic dovrebbe ritornare nel ruolo di centravanti, con Giroud che potrebbe dargli il cambio successivamente. Infine il solito ballottaggio a centrocampo tra Tonali, Bennacer e Kessie, con quest’ultimo che potrebbe partire dalla panchina.

E Ibrahimovic? Al momento la tabella di marcia prevede che possa rientrare per la sfida all’Hellas Verona del 18 ottobre. Il suo recupero fisico è in linea con le aspettative, ma per questa settimana ancora non se ne parla.