di Paolo Franci "...E poi la Juve deve recuperare la partita con il Napoli no?". Erano i tempi in cui quel match pareva una pinella al burraco, la carta magica che ti fa tornare i conti in chiave scudetto. Sei mesi dopo, la maledetta partita del 4 ottobre finita nel corto circuito del Covid, delle polemiche e dei tribunali sportivi - che si gioca domani, giorno in cui si recupera anche Inter-Sassuolo (entrambe alle 18,45) - è un attico panoramico per Rino Gattuso e l’orlo di un...

di Paolo Franci

"...E poi la Juve deve recuperare la partita con il Napoli no?". Erano i tempi in cui quel match pareva una pinella al burraco, la carta magica che ti fa tornare i conti in chiave scudetto. Sei mesi dopo, la maledetta partita del 4 ottobre finita nel corto circuito del Covid, delle polemiche e dei tribunali sportivi - che si gioca domani, giorno in cui si recupera anche Inter-Sassuolo (entrambe alle 18,45) - è un attico panoramico per Rino Gattuso e l’orlo di un precipizio per il suo grande amico Andrea Pirlo.

Cioè spieghiamo meglio: in quell’attico c’è anche Rino ma l’avviso di sfratto è lì con lui, da tempo, che arrivi la qualificazione Champions oppure no. Perchè Aurelio De Laurentiis ha già deciso da tempo di dare il benservito a Ringhio. Andrea è stato invece straconfermato da Agnelli. Cioè, più scivola sugli obiettivi e più lo confermano, una storia in contromano rispetto a Rino. E allora se si racconta che l’altro Andrea - Agnelli - si sia goduto (si fa per dire) il derby nella lussuosa sala tv della sua casa di Torino proprio in compagnia di Allegri, come si fa a non pensare che i tamburi incessanti sul ritorno di Max alla Juve siano la ’intro’ di una nuova avventura in bianconero?

Minestra riscaldata? Forse, ma guardate la classifica: la Juve svuotata e spaesata sta rischiando seriamente di non prendere lo shuttle per la Champions. E allora, sì dai, meglio una zuppa di gran pregio che un altro anno così. Eh già, però su Max c’è il pressing dei Friedkin che lo vogliono a Roma al posto del grigio Paulo Fonseca, grande capo di una Roma che le prende sempre negli scontri diretti o giù di lì, ma che almeno prima tritava le piccole. Ora, dopo il pari di Benevento e Sassuolo e il ko con il Parma, neanche più quello e la zona Champions è scivolata via. Max tra Roma e Juve dunque e, a proposito di incrocie sceneggiature da fiction tv, in mezzo a questo polverone di allenatori in cerca di un futuro, c’è Maurizione Sarri. E strana è la vita, l’ex Juve e Napoli è sul taccuino di Friedkin - eccome se lo è - ma è anche una scelta che De Laurentiis farebbe di nuovo. E, se a Napoli il nuovo tecnico arriverà di sicuro - occhio: c’è anche Spalletti in corsa - a Torino la conditio sine qua non per il benservito a Pirlo sarebbe la mancata conquista della zona Champions, molto più a rischio di quel che sembri. Pazzesco. E com’è che si diceva? "...E poi la Juve deve recuperare la partita con il Napoli no?".