Giuseppe Tassi

Adana, Turchia. Sarà davvero nascosto lì, nella mitica Antiochia dell’era romana, il tesoro di Roberto Mancini, il centravanti perduto?

Ne è convinto Vincenzo Montella che è sbarcato in terra turca, all’Adana Dermispor, e ha trovato un Balotelli tirato a lucido. Sì proprio lui Supermario, vecchio pallino del Mancio ed eterno incompiuto del calcio italiano. Il poderoso colosso capace di gol d’autore e bravate di ogni tipo, l’uomo che fece sognare l’Azzurra di Prandelli nel lontano 2012.

Nella nuova patria di Adana Balogol sembra aver ritrovato se stesso: quattro centri in quattro partite e il suo allenatore che lo ricandida per la nazionale vedova di un bomber esplosivo. Storia sentita e risentita mille volte ad ogni presunta resurrezione di SuperMario. Sparito dai radar azzurri tre anni fa, Balotelli ha cambiato cinque squadre di club (Nizza, Marsiglia, Brescia, Monza e Adana) senza ritrovare se stesso. Oggi insegue un romantico ritorno in Nazionale, intascando comunque 3,7 milioni a stagione.

Mancini gli tiene la porta aperta, dice che nessuno è escluso o dimenticato. Ma credo che le parole del Ct siano più forma che sostanza, a meno che i 31 anni e una vera maturità non rimettano davvero in gioco SuperMario. Segue all’interno