Paolo Franci

E noi che ci aspettavamo sfracelli e meraviglie. Perché se hai CR7 e Leo e O’Ney e Flash Mbappè, l’unica cosa che puoi fare è mostrare il petto inseguendo l’inevitabile gloria. Se poi la insegui contro Young Boys e Club Bruges, beh dai. E invece capita che quei quattro lì l’abbiano fatta grigia, parecchio grigia. Cioè: CR7 ha fatto gol al primo pallone buono, però poi ai Red Devils capita che le prendano contro i mestieranti svizzeri che lo scorso anno ne avevano presi cinque dalla Roma. Peggio ancora per il disneyano Psg, dove con quelle quintalate di talento, non si è andati oltre un pareggiotto in trasferta con il Club Brugge. E qui, il pallido Pochettino diventa avverbio prima di essere strombazzato nome da santone della panchina. Poco, Pochino, Pochettino, pare lo spot di una merendina, e invece è il povero (si fa per dire) Mauricio - che ha preso il posto di Tuchel che poi la Champions l’ha vinta davvero pochi mesi dopo... - che non riesce a mettere insieme le figurine più belle del mondo e, per non farsi mancare nulla, tiene in frigorifero il miglior portiere della galassia, il nostro Gigio. Perché? Per dare spazio mica a Neuer, ma a Keylor Navas, colui che nella semifinale col City regalò il pari a De Bruyne. E allora, lasciamo stare i ricchi che piangono (lo United) e piagnucolano (Psg) e celebriamo Sebastian Haller, bomber francese dell’Ajax che a 27 anni esordisce in Champions e ne fa 4 a Lisbona. Chapeau.