5 mag 2022

Ancelotti può chiudere i conti col Liverpool

Champions, incredibile Real Madrid: ribalta la sfida col City nel recupero, la vince ai supplementari con Benzema e in finale sfida Klopp

paolo franci
Sport
Karim Benzema con il rigore del 3-1 trasformato ieri ha eguagliato il record di Cristiano Ronaldo, 10 gol per il Real Madrid nella fase a eliminazione della Champions.
Karim Benzema con il rigore del 3-1 trasformato ieri ha eguagliato il record di Cristiano Ronaldo, 10 gol per il Real Madrid nella fase a eliminazione della Champions.
Karim Benzema con il rigore del 3-1 trasformato ieri ha eguagliato il record di Cristiano Ronaldo, 10 gol per il Real Madrid nella fase a eliminazione della Champions.

REAL MADRID

3

MANCHESTER CITY

1

dopo i tempi supplementari

REAL MADRID (4-3-3): Courtois 7.5; Carvajal 7, Militao 5.5 (10‘ st Vallejo sv), Nacho 7, Mendy 6; Kroos 6 (23‘ st Rodrygo 8), Casemiro 5.5 (30‘ st Asensio 6), Modric 5.5 (30‘ st Camavinga 7); Valverde 6, Benzema 7.5 (14‘ pts Ceballos sv), Vinicius 6.5 (10‘ st Vazquez sv). Allenatore: Ancelotti 7.5

MANCHESTER CITY (4-3-3): Ederson 5.5; Walker 6 (27‘ Zinchenko 6), Ruben Dias 5, Laporte 5, Cancelo 6; Bernardo Silva 7, Rodri 6 (9‘ pts Sterling 5.5), De Bruyne 5.5 (27‘ st Gundogan 6); Mahrez 7.5 (39‘ st Fernandinho 6), Gabriel Jesus 5 (33‘ st Grealish 5), Foden 6. Allenatore: Guardiola 5.5

Arbitro: Orsato 6

Reti: st 28‘ Mahrez, 45‘ Rodrygo, 45‘ +1‘ Rodrygo, pts 5‘ Benzema (rig).

Note: ammoniti: Laporte, Modric, Carvajal, Militao, Valverde, Sterling, Zinchenko. Angoli 3-9. Recupero 2‘ pt, 6‘ st, 2‘ pts, 3‘ sts.

di Paolo Franci

Il mondo sembrava essersi ribaltato quando, al minuto 72, Pep aveva tolto Sua Maestà De Bruyne per mettere Gundogan. Vero, il belga non un granchè, ma diamine è sempre De Bruyne! E invece succede che il tedesco di origini turche è l’acciarino per ill guizzo che pare decisivo verso la finale contro il mondo rosso di Klopp. Il gol, il 24esimo stagionale e settimo in Champions è di Mahrez, il giocatore di gran lunga più cazziato per indolenza da Pep. La mossa Gundogan dunque, ad alimentare la leggenda del guardiolismo. Da ieri sera però, l’ancelottismo è finalmente qualcosa di cui parlare sui giornali e nei bar. È leggenda che riscrive la leggenda. Perché Re Carlo gira due volte intorno a Pep con la contromossa Rodrygo, il genietto che nel giro di pochi secondi a cavallo tra fine e recupero, prima pareggia e poi raddoppia aprendo ai supplementari.

Pazzesco è il modo in cui il City crolla, piegandosi sul netto rigore ai supplementari su Benzema e trasformato proprio da Benzema. Un gol da record che vale la finale col Liverpool, rivincita personale per Ancelotti, e una certezza: sarà difficile rivedere una semifinale di Champions così bella e piena di colpi di scena.

Il nostro pallone, ridotto al ruolo di osservatore neutrale, deve decidere da che parte schierarsi. Cedere alla logica partigianeria per la sponda ancelottiana, oppure adagiarsi sul calcio al cachemire figlio del guardiolismo? Spingere per la quarta Coppona nella vetrinetta (ona) di Ancelotti, che diverrebbe il primo allenatore ad averne alzate quattro oppure metterla sul solidale con Pep? Beh, tifare per Ancelotti per noi è la logica, anche perchè lui, con la sua semplicità asciutta e quella sobrietà che l’ha reso anti-personaggio è ben lontano dall’immagine di santone del dandysmo tattico che s’è ritagliata Pep.

Con la partita più bella del mondo, il match d’andata finito 4-3, ci si aspetta che al Bernabeu altro non sia che il secondo tempo di un film della Marvel. Così non sarà, fino allo scadere, al gol dell’illusione di Mahrez e alla fantastica, magnifica follia di Rodrigo che squaglia il CIty fino al rigore killer di Benzema, La partita più bella della storia si chiude qui, con Pep avvolto ancora nella maledizione della Champions post-Barça e l’uomo tranquillo di Reggiolo sempre più incastonato nella leggenda.

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