Mick Schumacher, 22 anni, dal 2019 è membro della Ferrari Academy
Mick Schumacher, 22 anni, dal 2019 è membro della Ferrari Academy
di Leo Turrini Il nome "Schumacher" apparve per l’ultima volta sulla griglia di partenza di un Gran Premio nel 2012. Si correva in Brasile e Michael dava l’addio definitivo alle gare, congedandosi dalla Mercedes dopo una esperienza non entusiasmante. Se ne andava lasciando il posto sulla Freccia d’Argento a Lewis Hamilton. Di lì a poco, sarebbe cominciata un’altra storia. Oggi siamo nel 2021 e quel nome, "Schumacher", ritorna. Fra mille curiosità e legittima emozione: perché non si può restare indifferenti,...

di Leo Turrini

Il nome "Schumacher" apparve per l’ultima volta sulla griglia di partenza di un Gran Premio nel 2012. Si correva in Brasile e Michael dava l’addio definitivo alle gare, congedandosi dalla Mercedes dopo una esperienza non entusiasmante. Se ne andava lasciando il posto sulla Freccia d’Argento a Lewis Hamilton. Di lì a poco, sarebbe cominciata un’altra storia.

Oggi siamo nel 2021 e quel nome, "Schumacher", ritorna. Fra mille curiosità e legittima emozione: perché non si può restare indifferenti, quando l’eco della Leggenda rimbomba sullo sfondo.

A SCUOLA. Meglio evitare fraintendimenti. Nel 2021 non vedremo Schumi 2 in lizza per le posizioni di testa. Il figlio d’arte fa il suo ingresso nel Circo in punta di piedi. In nome di un approccio gradualista mai rinnegato.

Per l’esordio, Mick Schumacher ha scelto la Haas. Si tratta di un team americano, tecnologicamente molto legato alla Ferrari, dalla fornitura della power unit alla collaborazione diretta di tecnici legati al Cavallino.

La Haas ha però già fatto sapere di non avere le risorse per sviluppare la vettura in questa stagione. Tutti gli investimenti saranno concentrati sul 2022, sulla Formula Uno che verrà.

Morale: per Schumi junior sarà dura, nelle retrovie. Se non altro, avrà modo di imparare a guidare senza pressioni. Unico obiettivo possibile: stare davanti al compagno di scuderia, il russo Mazepin.

LA STORIA. Mick sbarca sul pianeta che ebbe il papà come Imperatore dopo una gavetta che ha rispettato tutti i livelli di apprendimento.

Prima esperienza da bambino sui kart, sotto lo sguardo attento del papà. Poi l’impatto con il dramma familiare che poteva spezzare qualunque sogno: nel dicembre del 2013 Mick era accanto al padre sulle nevi della Alta Savoia, quando un terribile incidente sugli sci consegnò Michael ad un limbo dal quale non è mai uscito.

Piano piano, il figlio ha recuperato la passione per la velocità. Ha gareggiato e vinto in Formula 4. Ha gareggiato e vinto in Formula Tre. Ha gareggiato e vinto in Formula Due.

Risultati alla mano, Mick ha conquistato la stima e la fiducia della Ferrari. È stato inserito nei ranghi della Accademia del Cavallino per giovani piloti. Ha continuato ad imparare. E ora è pronto per confrontarsi con chi è stato rivale del genitore in pista: Alonso, Hamilton, Raikkonen, Vettel...

IL FUTURO. Si capisce che il sogno di tanti è vedere il nuovo Schumacher nel posto che fu del vecchio Schumacher. Sulla Rossa. Può accadere. Dipende da come andranno le cose nei prossimi due o tre anni.

Intanto, prepariamoci a rivedere mamma Corinna ai box.