Martedì 16 Luglio 2024

Mondiali ciclismo 2019, Pedersen beffa Trentin ed è campione del mondo

Azzurri perfetti nello Yorkshire, ma non basta. Quarto uno splendido Moscon

Mads Pedersen è campione del mondo (Ansa)

Mads Pedersen è campione del mondo (Ansa)

Harrogate, 29 settembre 2019 - Italia bella e beffata ai Mondiali di ciclismo 2019 nello Yorkshire. Il danese Mads Pedersen, a sorpresa, è campione del mondo, battuto in volata uno splendido Matteo Trentin, secondo sotto il diluvio di Harrogate. Terzo lo svizzero Stefan Kung, quarto a 19 secondi un altro italiano, Gianni Moscon. Qualche rimpianto per i nostri che hanno gestito alla perfezione la corsa. A Trentin è mancato lo spunto finale, nonostante tra i tre che si sono giocati la maglia iridata allo sprint fosse sulla carta il più veloce. L'ultimo mondiale vinto dall'Italia resta quello del 2008, quando Alessandro Ballan tagliò il traguardo prima di tutti a Varese.

LA GARA - Una meraviglia tattica quella degli azzurri, con il ct Davide Cassani - alla sua prima medaglia iridata - che manda prima Gianni Moscon in avanscoperta a 40 dall'arrivo, poi ai -33 chilometri lancia Matteo Trentin sulle ruote del favoritissimo olandese Mathiew Van Der Poel quando questo lancia un attacco violento a oltre 40 chilometri dall'arrivo. Il gruppetto che si forma è composto quindi da cinque corridori, di cui due italiani. Con Van Der Poel, Moscon e Trentin ci sono il danese Mads Pedersen e lo svizzero Stefan Kung. Il colpo di scena a circa 12 chilometri dall'arrivo, quando al fenomeno olandese si 'spegne la luce'. Van Der Poel crolla e si stacca, davanti restano in quattro. Anche Gianni Moscon cede a 5 chilometri dall'arrivo, sull'ultima salita. Anche Pedersen soffre, ma Moscon non parte, sperando che il compagno rientri. E così il 23enne danese si riaggancia all'azzurro e Kung. E' forse questo l'unico rimpianto di una gara praticamente perfetta, anche se è poi da valutare se l'italiano fosse nelle condizioni di sferrare un attacco. Posto che, in quel preciso istante di gara, la cosa più giusta da fare per Trentin era aspettare Moscon.  Da quel momento, tatticismi fino alla volata finale, dove Pedersen sorprende Trentin, partito a 200 metri dall'arrivo. Inutile l'inseguimento del gruppo, con gli altri italiani a fare da 'tappo' per i compagni di squadra. Dietro rimangono nomi illustri come Peter Sagan  e Julian Alaphilippe, tagliati fuori dai giochi. 

La corsa è stata resa estremamente dura, quasi epica, dal maltempo che ha costretto gli organizzatori a ridurre il percorso da 285 a 261 chilometri. La pioggia caduta senza interruzione sulla gara ha causato ritiri illustri, come quelli di Philippe Gilbert, Alejandro Valverde, lo sloveno Primoz Roglic, il colombiano Nairo Quintana e il baby-talento Remco Evenepoel. Peccato per Diego Ulissi, frenato da un problema meccanico e poi costretto al ritiro.

LE PAROLE DI TRENTIN - "Stavo morendo di freddo, ancora adesso sto tremando... ", dice Trentin dopo l'arrivo. "E' stata una corsa veramente dura. Ero venuto qui per vincere, ci sono andato vicino e mi girano... per non essere riuscito a farlo", aggiunge. E ancora: "L'ultimo giro? Ero lì che pensavo solo alla volata e sono stato battuto anche se magari sulla carta ero il più veloce. Ma oggi Pedersen è stato il più bravo, niente da dire". L'azzurro non lesina complimenti per il nuovo campione del mondo. "Pedersen è stato davvero bravo, si stava per staccare in salita, ha tenuto duro. Mi roderà per tutto l'anno quando lo vedrò con quella maglia". La squadra azzurra è stata impeccabile. "Siamo stati bravi, avete visto una grande Italia, eravamo dappertutto, Moscon poi è stato fenomenale . dice ancora Trentin -. Questa sconfitta sarà dura da mandare giù ma domani da qualche parte il sole sorge lo stesso". Quindi conclude: "Non sono così deluso onestamente, non ho perso di un centimetro, lo sport è questo. A volte, come oggi, non è bello, ma è così".