Christian Eiking (Ansa)
Christian Eiking (Ansa)

Madrid, 30 agosto 2021 - Giornata di pausa oggi alla Vuelta 2021, dopo la tappa 15 vinta in solitaria da Rafal Majka. Ma anche tempo di bilanci, prima dell'ultima settimana che porterà al traguardo finale. Ecco dunque le pagelle dei protagonisti.

Tappa 16 per velocisti: percorso e orari tv

Eiking: 10

Sbuca a sorpresa in cima alla Vuelta e da leader provvisorio si fa quasi una settimana: non male per il norvegese che da professionista non ha mai vinto e che quattro anni fa proprio alla Vuelta fu cacciato dalla sua squadra per un paio di birre di troppo prima dell’ultima tappa, anche se sei giorni in rosso non gli tolgono l’aurea di precarietà.

Roglic: 9

Pedala sornione limitando gli sprechi di energia, conquista un paio di tappe e si libera della maglia quando ritiene che sia il caso di farlo: dal primo giorno dà l’impressione di avere le redini della corsa, se si permette di giocare è perché corre con il jolly in tasca, la cronometro finale dove sistemerà tutti i conti.

Mas: 8

Resta nell’ombra di Roglic perché sa che quella è la strada più breve per arrivare al podio, pronto però a giocare le sue carte senza paura, come dimostra nel terribile chilometro finale di Valdepenas accettando il faccia a faccia con lo sloveno. Con la squadra prova a inventarsi sempre qualcosa, alla peggio chiuderà sul secondo gradino del podio.

Cort Nielsen: 8

Vince due tappe, una se la vede soffiare da Roglic negli ultimi metri dopo esser stato in fuga tutto il giorno. In due settimane è quello che dimostra di essere tra i più completi, oltre che uno dei più in palla, perché se la gioca attaccando da lontano e anche allo sprint: se in carriera ha vinto cinque volte in questa corsa, qualcosa vorrà dire.

Bagioli: 7

Raccoglie un secondo e un terzo posto, curiosamente nelle due tappe vinte da Cort Nielsen, un bel segnale di crescita per uno che a 22 anni sta rialzandosi da un infortunio. Ha talento e personalità ed è bello che li metta alla prova in una corsa tosta, con avversari di livello alto, coi quali presto potrebbe misurarsi alla pari.

Bernal: 7

Alla ricerca di se stesso, perché due grandi giri nello stesso anno non li ha mai corsi, il colombiano dà l’impressione di partire ingolfato e di carburare strada facendo. Non impressiona, ma neppure va alla deriva, un bel messaggio in vista della settimana finale in cui ha a disposizione abbastanza terreno per ridisegnare la sua classifica.

Dainese: 7

Con un secondo, due terzi e un quarto posto, è il più regolare negli sprint: gli manca soltanto di completare l’opera. Vale il discorso di Bagioli: al primo grande giro il veneto, campione europeo under 23 un paio di stagioni fa, sta cercando di capire il proprio valore, dimostrando di essere già molto avanti con i lavori.

Lopez. 6

Nel gioco di coppia con Mas, il colombiano sembra rendere meglio di quanto non gli riuscisse correndo in proprio. Tatticamente ineccepibile, almeno fin qui, fa classifica senza buttar via energie: gli torneranno utili nella settimana conclusiva, se non per sé almeno per dare una mano alle ambizioni del compagno.

Ciccone. 6

Per la prima al volta con i gradi di leader, non sempre trova le energie per assecondare il ruolo che gli è stato assegnato. Si tiene a freno più del solito, ma qualche volta l’istinto di buttarsi in avanti con la baionetta rispunta: resta il migliore dei nostri in classifica, più da top ten che da podio.

Aru: 6

Resta a galla una settimana, ritrovando le sensazioni e gli aromi dolci della classifica, poi deve lottare con un problema intestinale che gli svuota le gambe e anche l’idea di poter chiudere la carriera con un buon risultato. E’ bravo a non mollare, prova perfino a inventarsi una giornata all’attacco, purtroppo il fisico non sempre arriva dove vorrebbe la testa.

Martin: 5

Come al Tour, il filosofo francese si trova all’improvviso in zona altissima di classifica, ma quasi sembra non accorgersene: essere alle spalle di Eiking può valere la tentazione di provare a migliorarsi, invece da lui e dalla squadra arrivano soltanto segnali di una tranquilla amministrazione, che in certi casi può trasformarsi in rassegnazione.

Vlasov: 5

Ricorda molto il connazionale Zakarin, perlomeno nelle premesse: come lui, spunta regolarmente nei pronostici della vigilia, poi non si fa quasi mai trovare in corsa. Non crolla, ma barcolla spesso, senza offrire spunti per pensare che, di qui alla fine, i conti si potrebbero fare anche con lui.

Adam Yates. 5

Tenuto in fresco dalla Ineos proprio per la Vuelta, fin qui è rimasto anonimo: non ha una brutta classifica, ma non è neanche quello che ti aspetti possa fare il ribaltone nell’ultima settimana. A meno che non faccia parte di un disegno strategico così perfetto da prendere in contropiede tutti, a cominciare dai big di classifica.

Landa: 4

Una settimana e il basco è già fuori uso. ‘Non so cosa mi stia succedendo’, dice chiamandosi fuori da una classifica alla quale delega il compagno Haig (voto 8) e sperando di indovinare una giornata giusta come il fedelissimo Caruso (voto 10 e lode), ma la realtà è che ancora una volta non si fa trovare pronto.