Calpe, 25 agosto 2019 - Il colombiano Nairo Quintana ha vinto la seconda tappa della Vuelta 2019, da Benidorm a Calpe di 199.6 km. Il ciclista del team Movistar si è presentato solo al traguardo, davanti all'irlandese Nicolas Roche (Sunweb) e allo sloveno Primoz Roglic (Jumbo-Visma) staccati di 0.05 secondi. Bene l'azzurro Fabio Aru (EAU) quinto nonostante i problemi di ieri con la caduta, preceduto dal colombiano Rigoberto Uran (EF). In classifica generale Roche va in testa e si prende la maglia rossa. L'irlandese ha ora 0.02" di vantaggio proprio su Quintana e 0.08" su Uran. Domani è in programma la terza tappa, da Ibi Ciudad del Juguete ad Alicante di 188 km. 

Vuelta 2019, tutte le tappe

Le pagelle di Angelo Costa

10 a Quintana

Pimpante e reattivo come non si vedeva da tempo, si costruisce il finale e va a prendersi un successo di tappa che pesa più sul morale che sui destini della Vuelta. Non spreca nulla né perde tempo in festeggiamenti, a dimostrazione che il suo obiettivo è la maglia di leader: se il buongiorno si vede dal mattino, chissà che questo Quintana non torni finalmente ad emozionare.

9 a Aru

Ammaccato e dolorante dopo il ruzzolone nella cronosquadre costatogli oltre un minuto in classifica e botte dappertutto, non si tira indietro nel momento chiave della tappa, agganciando il treno più veloce per il traguardo. Guadagna mezzo minuto, ma soprattutto dimostra di essere di nuovo il Fabio che nella testa ha voglia di lottare e con le gambe riesce pure a dimostrarlo.

8 alla Vuelta

Due tappe, due giornate di emozioni. In senso negativo il primo giorno, dove un tratto di strada allagato rischia di far fuori un paio di squadre e soprattutto protagonisti attesi come Roglic e Aru, in senso esaltante il secondo, con la tappa che si infiamma nel finale, chiamando allo scoperto uomini che sicuramente faranno classifica. Brividi e sorprese: è la Vuelta, bellezza.

7 a Uran

E’ ancora lì, nel vivo dell’azione, presente e anche decisivo, perché quando il connazionale Quintana allunga il passo sembra quasi non volerlo infastidire e lasciarlo fare. Corre da veterano, senza sprecare una mossa, ed è quello che dal weekend esce meglio di tanti altri: in una grande corsa a tappe contano forma ed esperienza, per questo sarà meglio tenerlo d’occhio.

5 a Lopez

Il primo giorno da leader si rivela in fretta l’ultimo, almeno per il momento. Non si dimostra tale nella fase clou della tappa, quando tutti i suoi rivali si agitano: dovrebbe essere lui in prima persona a marcarli stretti, invece la sua assenza si rivela la benzina migliore perché la fuga finale prenda il largo e vada all’arrivo. Peccato di gioventù, in ogni caso un peccato.

4 a Fuglsang e Kruijswijk

Annunciato come possibili guardaspalle di altri capitani (Lopez per il danese, Roglic per l’olandese), vanno subito alla deriva: un paio di minuti di ritardo dopo il primo strappo sono una bocciatura pesante. Per Fuglsang la corsa era l’occasione per riscattare le delusioni del Tour, per Kruijswijk era la chance per confermarlo: come non detto.

Ecco i dieci favoriti per la vittoria