New York, 10 settembre 2018 - Novak Djokovic ha conquistato il suo terzo titolo degli Us Open battendo in finale con un 6-3 7-6(4) 6-3 Juan Martin del Potro. Per il 31enne serbo attuale n.6 al mondo è il quattordicesimo Slam vinto, il secondo di fila dopo Wimbledon. Il 29enne argentino n.3 in Atp rimane invece con un solo titolo del Grande Slam, quello degli Us Open del 2009 vinti contro Roger Federer. Ieri la finale femminile, vinta dalla 20enne Naomi Osaka che ha battuto Serena Williams.

Il quattordicesimo Slam per Djokovic arriva dopo essersi ripreso da un lungo periodo di problemi fisici e sull'onda lunga del successo a Wimbledon. Con Del Potro i turni di servizio fanno da padroni per i primi sette giochi, poi nell'ottavo l'argentino subisce il break e Nole vince il primo set in 42 minuti. Nella seconda frazione un generoso Del Potro arriva a procurarsi anche tre chance per il 5-3, annullate dall'ex numero uno del mondo, in grado di agguantare il 4-4 in un game da 22 punti, durato quasi 20 minuti. Al tie-break Djokovic sfrutta qualche errore di troppo dell'avversario e chiude 7 a 4 con un cross stretto sul quale il vincitore del'Us Open 2009 arriva in ritardo. Il terzo set è molto combattuto, ma il serbo mostra la sua 'vecchia' solidità e si issa sul 5-3 dopo un controbreak che aveva portato al 3-3- Alla fine si chiude con uno smash: per Djokovic è il secondo Slam stagionale.

"L'amore delle persone che mi vogliono bene e mi hanno sempre sostenuto, in primis la mia famiglia, i miei figli e i componenti del mio team", la dedica del campione serbo prima di ricevere la coppa del vincitore degli Us Open dalle mani di John McEnroe, 4 volte trionfatore a New York. "E' qualcosa di speciale questo risultato, così come l'aver eguagliato Pete Sampras. Speravo fosse qui stasera, ma desidero dirgli che lo amo ed è uno dei miei idoli: mi auguro di incontrarlo presto, magari su un campo da tennis - spiega a fine gara il serbo - Ci tengo però a congratularmi con Juan Martin per quello che ha fatto in questi anni dopo i numerosi infortuni ai polsi e i suoi ritorni: aver avuto sempre la fiducia e la convinzione che un giorno sarebbe tornato ad essere un top player e a lottare per i titoli degli Slam è qualcosa di straordinario". "Non è facile per me parlare in questo momento - replica l'argentino - Però posso dire di essere felice di essermi confrontato con uno dei miei idoli nel circuito, anche un amico. Dispiace aver perso questa finale, ma sono contento per Novak, una delle persone che più stimo e voglio veder vincere. Hai meritato questo successo. Ho avuto nel tempo tanti problemi al polso, tuttavia non ho mai mollato, proprio per cercare di essere di nuovo qui, l'esserci riuscito dopo nove anni è qualcosa che mi rende fiero".