Julian Alaphilippe in difficoltà (Lapresse)
Julian Alaphilippe in difficoltà (Lapresse)

Foix (Francia), 22 luglio 2019 - Di ciò che racconta il Tour prima di concedersi un’altra meritata giornata di riposo, la cosa meno importante paradossalmente è il vincitore: Simon Yates sfrutta ancora la sua innocua posizione di classifica per fare il bis. Rispetto al successo di pochi giorni prima, il gemellino chiude in solitaria, liberandosi negli ultimi nove chilometri del compagno d’avventura Geschke: così, dopo averla aperta, è sempre lui a chiudere la parentesi sui Pirenei, con un’altra tappa di rara bellezza. Basti un dato: i primi si bevono i cinquemila metri di dislivello proposti dal tracciato a quasi 39 orari di media, come fossero in scooter. Dietro il gemello tornato protagonista dopo una prima metà del Tour da comparsa, succedono molte cose. La più importante è scoprire Alaphilippe in difficoltà, un inedito quanto l’arrivo a Prat d’Albis: a mandare in affanno il D’Artagnan in giallo è l’istinto a rispondere agli assalti di chi, sulle salite lunghe, è più predisposto di lui. 

Classifica dopo la tappa 15

Alla fine, la difesa del francese è più che onorevole: mai come stavolta arriva in soccorso la pausa, ma il buon Loulou, come lo chiamano i tifosi, studi le cartine delle Alpi e cominci ad attrezzarsi. A sgretolare le certezze di Alaphilippe è il connazionale più accreditato per giocarsi il successo a Parigi: dal weekend pirenaico, Pinot esce col bilancio più attivo e col morale alle stelle. Di fatto si riprende quanto buttato via nel ventaglio organizzato una settimana fa proprio dall’attuale maglia gialla, un centinaio esatti di secondi: senza quell’inciampo, sarebbe lì a tiro di primato. Domato sabato il Tourmalet, il più italiano dei francesi ci riprova subito: con cinque attacchi nei sei chilometri finali, fiacca il connazionale e subito dopo Bernal che prova a restargli incollato. Gli resiste soltanto Landa, ma solo perché si è messo all’opera in anticipo, con un assalto sul muro di Peguere. 

Tappa 15, le pagelle di Angelo Costa

Degli altri, quotazioni stabili per Thomas, Krujiswijk e il sorprendente Buchmann, si confermano in calo Uran e Fuglsang. Aru regge finchè può come fa da inizio Tour, Nibali ritenta la fuga in partenza rimbalzando all’indietro e incassando un’altra mezzora, Ciccone salva l’onore rimettendo il naso fra gli avventurieri di giornata. 

A regalarci un mezzo sorriso è la Nazionale di Cassani, che a Tokyo vince la preolimpica con Diego Ulissi davanti a Formolo. Meglio non illudersi: fra un anno, quando tutti schiereranno i grossi calibri e non le controfigure, la musica sarà diversa.