Julian Alaphilippe (LaPresse)
Julian Alaphilippe (LaPresse)

Pomarance, 14 marzo 2019 - Non ci mettono molto i big della Tirreno-Adriatico 2019 per uscire dal guscio: sulla salitella che porta al traguardo di Pomarance, sono già tutti lì davanti a darsi battaglia. E’ già molto, non abbastanza per impedire al favorito di questo genere di arrivi di arrotondare il conto: con questa, Julian Alaphilippe porta a cinque vittorie il bilancio di un avvio di stagione fulminante, che conta già una classica come le Strade Bianche.

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Con questo sono anche 16 i successi stagionali del Wolfpack, il branco di lupi come viene chiamata la sua Deceuninck. Come tale, la squadra belga si comporta nei quattro chilometri finali: prima agita le acque con Asgreen, poi infila Stybar nel gruppetto che Roglic ispira tirandosi dietro Clarke, Lutsenko e sua serenità Dumoulin, infine completa l’opera col suo cobra francese, abile ad anticipare Van Avermaet e il nostro Bettiol in un ordine d’arrivo che nei primi dieci contempla anche Conti, sesto, mentre Nibali cede qualche secondo negli ultimi metri.

La classifica. Come previsto, a togliere il primato al baffuto Hepburn è il suo capitano Adam Yates: il gemellino inglese comanda con lo stesso tempo del compagno Bookwalter, a seguire Roglic a 7’’, Dumoulin resta a 22’’, Alaphilippe risale a 27’’. Primo italiano Bettiol, dodicesimo a 52’’, Nibali è a 1’25’’, Thomas scende a 2’10’’.

Le parole. Felice, ovviamente, Alaphilippe: ‘Sto attraversando un momento di grande forma e l’ho voluto sfruttare. La squadra ha fatto un grande lavoro, io non ho voluto rispondere subito agli attacchi e mi sono trovato in ottima posizione nel finale. La classifica? Recuperare una trentina di secondi non è impossibile, ma noi qui cerchiamo prima di tutto le tappe: speriamo che domani sia il giorno di Viviani’. Felice anche Adam Yates, che guarda tutti dall’alto: ‘Sono contento di come sto: oggi c’erano rivali più forti, ma sono curioso di vedere come proseguirò su un percorso con tappe nervose come piacciono a me’.

La nota positiva. Anche un italiano nella lunga fuga di cinque uomini che evita gli sbadigli fino ai fuochi d’artificio finali: Mirco Maestri della Bardiani Csf fa prove di Sanremo, dove negli ultimi anni è sempre andato all’attacco, scappando alla partenza e restando in avanscoperta per 180 chilometri con quattro stranieri (Kiriyanov, Irizar, Schoenberger e Behrane).

La nota negativa. Giornata no per Sky: in affanno su un traguardo che due anni fa l’aveva visto vincere, Geraint Thomas si stacca e paga quasi un minuto e mezzo. Moscon, invece, non arriva nemmeno al traguardo: a una trentina di chilometri dall’arrivo, si ritira. Giornata no anche per Sagan: dopo aver rischiato di schiantarsi nella cronosquadre contro il passante poi travolto da due suoi compagni, l’ex iridato fora nel finale e arriva staccato. Nessuno però raggiunge i livelli di Bouhanni, che nella crono inaugurale si è staccato subito dal trenino della Cofidis e, viaggiando da solo, non è riuscito a evitare il tempo massimo.