Il percorso dell'edizione 2019 della Tirreno-Adriatico
Il percorso dell'edizione 2019 della Tirreno-Adriatico

Recanati, 13 dicembre 2018 - Due crono, altrettanti arrivi per velocisti, tre tappe toste senza finali in quota: è una Tirreno-Adriatico che rispolvera la tradizione quella che dal 13 al 19 marzo proporrà un percorso aperto a più corridori. "Sarà diversa nel disegno, ma non meno dura delle ultime edizioni: ci sono novemila metri di dislivello complessivi da affrontare, con tanti muri da scalare, specialmente nell’entroterra marchigiano", dice il direttore di corsa Stefano Allocchio presentando l’edizione 2019 a Recanati, la città del poeta Leopardi che proprio due secoli fa vi compose l’Infinito.

Confermata nel disegno del tracciato, così come nella partenza di Lido di Camaiore e nell’abituale approdo finale di San Benedetto del Tronto, la corsa dei due mari, rodaggio ideale in vista della Milano-Sanremo che arriverà pochi giorni dopo, avrà una tappa dedicata al vino, la Matelica-Jesi, che attraverserà le terre del Verdicchio. "E' una consuetudine che abbiamo da anni al Giro per raccontare le eccellenze italiane all’estero", racconta il patron Mauro Vegni, ricordando che anche quest’anno la Tirreno-Adriatico godrà della più ampia attenzione mediatica (193 Paesi collegati in cinque continenti), ma soprattutto della partecipazione dei corridori più forti al mondo: già sicure le presenze di Nibali, Moscon, Aru e dell’ex iridato Sagan, si attendono le conferme di Valverde, Quintana, Froome e Thomas in quello che potrebbe confermarsi l’unico appuntamento della stagione che mette a confronto gli specialisti delle grandi gare a tappe.

Distribuita su tre regioni, la Tirreno 2019 scatterà dal lungomare della Versilia con la cronosquadre di 21,5 chilometri, prova che negli ultimi tre anni è stata dominata a velocità record dalla Bmc, appena congedatasi dal ciclismo. Stesso percorso anche per la seconda tappa, da Camaiore a Pomarance, 189 chilometri con salite iniziali e finale da scattisti alla Bettini, che di questa frazione è l’ispiratore. Per attaccanti anche la terza giornata, da Pomarance a Foligno, il viaggio più lungo (224 chilometri) che potrebbe concludersi in volata. Un chilometro in meno, ma stesse difficoltà il giorno successivo da Foligno a Fossombrone, con tanti muri in sequenza e il doppio passaggio finale sui Cappuccini, a cinque chilometri dal traguardo. Muri anche nella quinta tappa, da Colli al Metauro a Recanati, con circuito iniziale a Saltara e nove strappi nel finale, compreso quello più vicino all’arrivo che tocca pendenze dolomitiche. Sesta frazione da Matelica a Jesi, con circuiti all’inizio e alla fine dei 195 chilometri di gara, con arrivo allo sprint, mentre la settima frazione è la piatta crono individuale sul lungomare di San Benedetto del Tronto, che consacrerà nell’albo d’oro l’erede di Michal Kwiatkowski, primo polacco a centrare il successo fra i due mari un anno fa.