Tirreno-Adriatico 2019, bis di Alaphilippe (LaPresse)
Tirreno-Adriatico 2019, bis di Alaphilippe (LaPresse)

Jesi, 18 marzo 2019 - A Jesi arriva il bis previsto, ma a firmarlo non è l’atteso Elia Viviani: è il suo compagno Julian Alaphilippe a conquistare lo sprint, portando a tre i successi del suo ‘branco di lupi’ in questa Tirreno-Adriatico 2019. Per come è congegnato dai due compari, è un vero e proprio scherzetto al resto della compagnia: mentre da Sagan in giù tutti aspettano che a decollare sul rettilineo in leggera ascesa sia Viviani, prende il volo Alaphilippe, sfruttando un apripista eccellente come Richeze. Colti i rivali in contropiede, al francese non resta che atterrare sul sesto successo stagionale: inevitabile che dopo questo suo primo marzo italiano, dove in dieci giorni si è preso Strade Bianche e un paio di tappe fra i due mari, si guadagni l’etichetta di grande favorito per la sua prossima puntata, la Milano-Sanremo in onda sabato.

Per la Tirreno-Adriatico, la prossima puntata è invece la crono di San Benedetto del Tronto: sui dieci chilometri piatti e dritti, con solo un paio di curve da affrontare, Adam Yates dovrà difendere una dote di 25 secondi da Roglic, più attrezzato di lui nelle crono. Un anno fa, sullo stesso percorso, il gemellino britannico allo sloveno ne lasciò 36: allora, però, non c’era di mezzo un albo d’oro. C’è di mezzo una classifica, invece, nella lunga fuga di giornata: 170 chilometri bastano a Mirco Maestri per riprendersi la maglia a punti, sperando di averne accumulati abbastanza per non lasciarla di nuovo a Yates l’ultimo giorno.

LA SITUAZIONE. Sul traguardo Alaphilippe precede Cimolai, Viviani, il francese Venturini e Sagan, con Richeze che riesce a chiudere sesto dopo il lavoro finale svolto e Consonni decimo.

Alla crono finale si va con questa classifica:
1 Adam Yates (Gbr, Mitchelton)
2) Roglic (Slo) a 25’’
3) Fuglsang (Den) a 35’’
4) Dumoulin (Ola) a 1’55’’
5) Alaphilippe (Fra) a 2’24’’
6) Poels (Ola) a 2’39’’ 
7) Pinot (Fra) a 2’46’’

13) Bettiol a 4’03’’
15) Nibali a 4’36’’.

LE PAROLE. Festa Alaphilippe dopo il traguardo, con l’intera Deceuninck che lo celebra. ‘Non sono un velocista, ma so di poter essere pericoloso in uno sprint dopo una giornata dura come questa. A un giro dalla fine Elia Viviani mi ha chiesto se me la sentissi di provarci in volata, gli ho detto che gli avrei fatto da apripista. Poi allo sprint Max Richeze ha accelerato tanto e io non ho fatto altro che seguirlo. Favorito per la Sanremo? Sono solo uno dei tanti che possono vincerla”. Adam Yates, invece, guarda meno lontano: ‘Spero di fare una grande prestazione domani, di sicuro darò tutto: se non ce la farò, mi terrò la soddisfazione di aver portato questa maglia per cinque giorni’.

LA NOTA POSITIVA. Dei sette che vanno in fuga fin dalla partenza, l’ultimo ad arrendersi è Davide Ballerini: al primo anno in un grande team, continua a correre con la stessa spavalderia di quando era all’Androni. Dei tanti big che corrono davanti per proteggersi dal vento e dai conseguenti rischi, uno dei più attivi è Vincenzo Nibali, che si starà anche allenando, ma è pur sempre lucido e attentissimo: se sabato verrà fuori un’altra Sanremo a fuoco lento, sarà il caso di dare un occhio a chi, come lui, non parte certo favorito, ma può calare sul tavolo l’asso dell’esperienza.

LA NOTA NEGATIVA. Non è il miglior Sagan: lo dice il diretto interessato, ma si vede anche da come affronta lo sprint, presentandosi troppo avanti all’ultimo chilometro. Non nemmeno è il miglior Gaviria: quando lo sprint comincia a prender forma, del colombiano non c’è traccia. Sarebbero i due primi pericoli per Viviani alla Sanremo: se non giocano anche loro a nascondersi, buon segno.