Bolzano, 18 febbraio 2021 - Il Gip di Bolzano Walter Pelino ha disposto l'archiviazione per Alex Schwazer nell'inchiesta penale con l'ipotesi di frode sportiva. Secondo il Gip, il marciatore non ha commesso il fatto. "Falso ideologico, frode processuale e diffamazione": sono questi i reati che il Gip Pelino ipotizza nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Schwazer. Il giudice, che parla di "autoreferenzialità" della federazione mondiale di atletica (Iaaf) e dell'agenzia mondiale antidoping (Wada), di manipolazione delle provette, di macchina del fango, rimette gli atti al pm invitandolo a indagare su quei reati.

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"Finalmente c'è scritto nero su bianco che io sono innocente", così ha commentato l'archiviazione Alex Schwazer. "Sono molto, molto contento, credo che ho bisogno ancora di tempo per metabolizzare il tutto, è da quattro anni e mezzo che aspetto questo giorno e quando questo giorno finalmente arriva ci metti un po' per capire tutto. Non ho mai mollato, non ho mai smesso di lottare, io assieme a Sandro (Donati, ndr) e all'avvocato Brandstaetter non abbiamo mai mollato. Adesso mi sento più leggero che finalmente c'è scritto nero su bianco che sono innocente".

La vicenda fa riferimento alla positività al doping del campione olimpico di Pechino 2008 nella 50 km di marcia rilevata in seguito a un controllo del primo gennaio 2016 e che, nell’agosto dello stesso anno, aveva portato a una squalifica di Schwazer di otto anni, essendo il 36enne recidivo. Ma l'altoatesino si è sempre dichiarato non colpevole, denunciando apertamente l'alterazione dei suoi campioni di urine.

Le parole del Gip

Lo scorso mese di dicembre, la Procura di Bolzano aveva chiesto l’archiviazione del caso, accolta nella giornata di oggi. "Hanno operato in maniera totalmente autoreferenziale non tollerando controlli dall’esterno fino al punto di produrre dichiarazioni false - dice Pellino - E’ quindi provato che la manipolazione delle provette che lo scrivente ritiene provata con altro grado di probabilità razionale, avrebbe potuto avvenire in qualsiasi momento a Stoccarda come a Colonia (sedi rispettivamente dell'agenzia incaricata del prelievo e del laboratorio dove sono stati effettuati i controlli, ndr), ove si è dimostrato esservi provette non sigillate dunque agevolmente utilizzabili alla bisogna".

Avvocato Schwazer: "Siamo stracontenti"

"Siamo stracontenti", lo ha detto l'avvocato Thomas Tiefenbrunner che, assieme a Gerhard Brandstaetter, hanno sempre difeso Alex Schwazer, sin dal primo caso, reo-confesso dall'ex marciatore, del luglio 2012. "Per il gip le mail di Fancy Bears sono utilizzabili e veritiere (era emerso il complotto tra federazione di atletica e laboratorio di Colonia dove erano custodite le provette di urina di Schwazer, ndr) e, come si legge sull'ordinanza, si evince una scelta processuale ostruzionistica da parte di Wada e federazione mondiale di atletica leggera (ex Iaaf, oggi World Athletics). Prossimi passi? Saranno valutati nei prossimi giorni" ha detto ancora Tiefenbrunner.

Donati: "Contro Alex un agguato"

Sandro Donati, allenatore di Alex Schwazer, ha commentato così l'assoluzione del marciatore: "Con Alex ci siamo sentiti brevemente, eravamo tutti e due molto emozionati. E' stata veramente dura. In molti hanno pensato con facilità di affibbiargli questa colpa sapendo che, dopo quello che aveva fatto di brutto nel 2012, non gli avrebbero creduto, e, posso aggiungere, anche legittimamente. Hanno dubitato anche di me, considerandomi nella migliore delle ipotesi un ingenuo che si era fatto turlupinare dall'atleta. Ma io avevo preso tutte le precauzioni, sapevo cosa stavo facendo e sapevo fin dal primo momento che si era trattafo di un agguato. A parte Giovanni Malagò che ha cercato di dare una mano, per il resto silenzio più totale dal resto del mondo sportivo: sono stati 5 anni di battaglia durissima".

Schwazer non ha mai smesso di marciare: "Alex si sta allenando ancora ed è molto forte nonostante l'età che nel frattempo è avanzata. Sarebbe pronto per marciare ai Giochi di Tokyo della prossima estate ed essere molto competitivo. Vedremo se ci sono delle possibilità di intervento da parte di istituzioni di massimo livello per ristabilire la verità anche dal punto di vista sportivo. Chi crede nello sport deve sperare nella riabilitazione: tutti devono sentirsi traditi e dovrebbero spingere per questo. Io penso che sarebbe giusto per il ragazzo, che è stato martirizzato".

Sogno Tokyo

Adesso resta da capire se Schwazer deciderà insieme ai suoi legali di fare ricorso al Tribunale Svizzero contro la squalifica, che scade nel 2024, inflittagli dal Tas di Losanna. Il sogno del marciatore è infatti quello di poter partecipare alle Olimpiadi di Tokyo

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