Piazza di Siena (Foto Simone Ferraro)
Piazza di Siena (Foto Simone Ferraro)

Roma, 20 maggio 2019 - Chissà. magari tra cento anni quando si parlerà di Piazza di Siena, qualcuno approccerà sottolineando come tutto sia iniziato da lì. Da quello straordinario ovale verde nel mezzo di Villa Borghese, dove si disputa l’87° Concorso ippico internazionale. Sì, ma iniziato cosa? Semplice anche se complesso nello sviluppo: un nuovo modello di evento sportivo in grado di promuovere l’arte e l’architettura, generando risorse economiche da utilizzare per la riqualificazione della città. 
 
Il modello della ‘nouvelle’ piazza di siena, si pone l’obiettivo di reperire risorse attraverso una sorta di fund raising ‘eolico’. E cioè la spinta naturale verso il recupero dei beni artistici – in questo caso di Villa Borghese – proveniente dall’energia economico-finanziaria ‘indiretta’, generata dalle sponsorizzazioni della manifestazione. E, se lo scorso anno, seguendo questo schema, è andata in scena un’opera di recupero dell’area, la manutenzione (12 mesi l’anno) e la cura – dal verde alle opere murarie come le storiche tribune – dell’area e del Galoppatoio, quest’anno l’obiettivo è ancora più ambizioso: far uscire Piazza di Siena da Piazza di Siena. Come? Attraverso una serie di iniziativa che ‘spingono’ verso l’arte e l’architettura, come il gemellaggio con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, o quello con l’Associazione Via Condotti per coinvolgere il centro di Roma nel respiro della manifestazione. O, ancora, la partecipazione ai festeggiamenti per i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci attraverso il Leonardo Horse Project di Snaitech, che ha messo a disposizione – con il patrocinio dei beni culturali – quattro reinterpretazioni di grandi artisti del Cavallo di Leonardo.
 
Nell’edizione 2019 di piazza di siena, dopo il recupero del verde e il ritorno allo splendore delle opere murarie, il terzo elemento sarà la luce. Altra componente assolutamente naturale nel progetto a impatto zero del Concorso, che i grandi maestri dell’architettura utilizzano come risorsa di aggregazione, creando la percezione dell’insieme e l’illusione della dimensione. In questo senso, particolare cura è stata riservata allo sfruttamento dei giochi di luce naturale che esalteranno l’atmosfera sobria e contemplativa di Villa Borghese. Spiega Diego Nepi Molineris, l’event director di Piazza di Siena: "Ci siamo ispirati anche all’arte e ai dipinti di Giacomo Balla, uno dei padri del futurismo che, nella sua esperienza ‘pre’, ha dedicato diverse opere alla natura di Villa Borghese, concentrandosi proprio sul concetto di luce e movimento, due elementi basilari anche per Piazza di Siena, che è e resta un grande affresco naturale".