Peter Sagan vince la 116esima Parigi-Roubaix (Ansa)
Peter Sagan vince la 116esima Parigi-Roubaix (Ansa)

Roubaix, 8 aprile 2018 - Era il grande favorito di giornata e ha confermato i pronostici della vigilia aggiungendo un altro tassello importante alla sua già eccellente carriera: a trionfare nel Velodromo che chiude la 116esima Parigi-Roubaix è Peter Sagan, autore di un'azione da fuoriclasse cominciata a 54,3 km dal traguardo. Solo lo svizzero dell'AG2R-La Mondiale Dillier è riuscito a tenere testa allo slovacco, che riporta la maglia iridata sul primo gradino del podio della Parigi-Roubaix dopo 37 anni: l'ultimo a riuscire nell'impresa era stato Hinault.

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LA CRONACA - E' il sole a fare da cornice al via all'edizione numero 116 della Parigi-Roubaix. Attorno al 40esimo km parte la fuga buona messa in atto da Wallays (Lotto-Soudal) e Robeet (WB Veranclassic), ripresi nel giro di poche pedalate da altre 4 unità: si tratta di Duquennoy, compagno di squadra di Robeet, Dillier (AG2R-La Mondiale), Bystrom (UAE) e Soler (Movistar). Il primo vantaggio di questo drappello sul gruppo è di 20'' e prima che la fuga prenda il largo il terzetto composto da Smukulis (Delko Marseille), Thompson (Dimension Data) e Soupe (Cofidis) prova a unirsi alla festa. L'inseguimento riesce a 200 km dal traguardo, con adesso 9 uomini al comando che arrivano a guadagnare presto oltre 8' sul plotone, che prova a reagire con due squadre intente a dettare il ritmo: si tratta di Quick-Step Floors e Bora-hansgrohe che riducono di un minuto lo svantaggio del gruppo quando si arriva al primo dei 29 settori di pavé. Immancabili purtroppo le consuete cadute che, complice il forcing imposto da Quick-Step e Bora, riducono a 60 le unità del plotone: tra queste non figura Greg Van Avermaet, rimasto attardato di circa 30'' insieme a un altro uomo molto atteso come Naesen. I due riescono a rientrare in gruppo su Saynt-Python, mentre restano ancora in difficoltà Kristoff e Geraint Thomas, che sarà poi costretto al ritiro. La corsa si accende nella foresta di Arenberg, che consente a Gilbert e Teunissen di guadagnare tempo (circa 20'') sul plotone principale: il duo diventa presto un terzetto con l'arrivo di Politt. Questo tentativo non decolla mentre decolla l'assolo di Stybar, che costringe la Bora-hansgrohe di Sagan a raddoppiare la mole di lavoro. Il colpo di scena arriva quando mancano poco più di 50 km al traguardo: prima scatta Van Avermaet e poi Peter Sagan, che presto raggiunge i fuggitivi della prima ora, rimasti in 2 (Wallays e Dillier). All'inseguimento di questo drappello - avanti di 50'' - si fionda Terpstra in persona, il cui forcing sbriciola il gruppo dei migliori.



GLI ULTIMI KM - A 25 km dalla fine la grande azione di Sagan produce la prima vittima, con Wallays che perde contatto: il duo composto dal Campione del mondo e Dillier guadagna oltre un minuto sugli inseguitori ed è proprio il fuoriclasse slovacco a dettare il ritmo. Sul Carrefour de l'Abre Sagan prova l'allungo ma Dillier non molla e il copione si ripete fino all'ingresso nel Velodromo, dove i due si giocano la vittoria con il gruppo guidato da Van Avermaet attardato ormai in maniera definitiva. Lo svizzero Dillier non si arrende fino al traguardo, tagliato però per primo dal fuoriclasse Sagan: partito a 54 km dal traguardo, lo slovacco scrive l'ennesima pagina di storia e lo fa nel modo più epico possibile. Deluso di giornata Terpstra, fresco vincitore del Giro delle Fiandre, che chiude la sua Parigi-Roubaix accontentandosi dell'ultimo gradino del podio.

 

 

 



ORDINE DI ARRIVO

1)Peter Sagan in 5h 54' 06''
2)Silvan Dillier st
3)Niki Terpstra in 5h 55' 03''
4)Greg Van Avermaet in 5h 55' 40''
5)Jasper Stuyven in 5h 55' 40''
6)Sep Vanmarcke in 5h 55' 40''
7)Nils Politt in 5h 56' 37''
8)Taylor Phinney in 5h 56' 37''
9)Zdenek Stybar in 5h 56' 37''
10)Jens Debusschere in 5h 56' 37''