Maxime Mbanda
Maxime Mbanda

Bologna, 25 marzo 2020 - Anche lo sport dà una mano in questa situazione di emergenza. C'è chi dona denaro alle associazione sanitarie c'è chi fattivamente e attivamente fornisce una aiuto sul campo. E' la storia di Maxime Mbandà, giocatore delle Zebre Rugby della nazionale italiana, che ha deciso di offrirsi volontario alla Croce Gialla di Parma dieci giorni fa.

Maxime ora lavora sulle ambulanze cercando di aiutare chi, come medici e infermieri, combatte 24 ore su 24 il coronavirus: "La gente non aveva percepito il pericolo fino a qualche giorno fa - ha ammesso Mbandà intervistato dai canali federali - Ci sono medici e infermieri che lavorano senza riposo, mio padre è chirurgo e mi ha trasmesso l'educazione e l'istinto di aiutare il prossimo. Tutte cose che vorrei trasmettere anche ai miei figli". Turni massacranti anche per le ambulanze: "Fino adesso ho fatto una media di 11 ore di servizio al giorno - ha proseguito Maxime - Arrivano gli ordini in centrale e noi entriamo in azione, quasi tutti sono positivi al virus. Alcuni pazienti hanno sintomi lievi e possono curarsi da casa per lasciare posto ai più bisognosi, ma non è vero che colpisce solo gli anziani: qualche giorno fa ho trasportato un ragazzo di 36 anni". Come tutti, anche Mbandà deve osservare tutti i protocolli di protezione: "La preparazione è meticolosa, vestiamo tute apposite, guanti e occhiali e una cosa importante che ho imparato è andare in bagno prima di entrare in servizio: non sai mai quando staccherai, l'ultima volta ho iniziato alle 9.30 e finito alle 18. Non possiamo cambiarci in pausa perché si rischia la contaminazione".