"E lucevan le stelle". A Cortina sono in tanti pronti a giurare su una messe di medaglie italiane, al femminile. Possibile, probabile, auspicabile. Mai sottovalutare, però, il cuore dei maschietti azzurri e soprattutto un dato: una volta terminata l’era di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni (cioè dal 1999), sono stati proprio i ragazzi a regalarci ben tre titoli mondiali, e sempre nella medesima specialità, il superG, con la sorpresa Patrick Staudacher ad Are 2007, la gloria di Christof Innerhofer a Garmisch-Partenkirchen 2011 e la consacrazione per Dominik Paris, sempre in Svezia, nel 2019. Senza dimenticare il Giuliano Razzoli olimpionico in slalom a Vancouver 2010. Cerimonia d'apertura Cortina 2021: orari tv, programma e ospiti In questo momento l’Italia maschile si aggrappa a un acuto del citato Paris o in un lampo dell’immarcescibile Innerhofer, entrambi over 30 eppure...

"E lucevan le stelle". A Cortina sono in tanti pronti a giurare su una messe di medaglie italiane, al femminile. Possibile, probabile, auspicabile. Mai sottovalutare, però, il cuore dei maschietti azzurri e soprattutto un dato: una volta terminata l’era di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni (cioè dal 1999), sono stati proprio i ragazzi a regalarci ben tre titoli mondiali, e sempre nella medesima specialità, il superG, con la sorpresa Patrick Staudacher ad Are 2007, la gloria di Christof Innerhofer a Garmisch-Partenkirchen 2011 e la consacrazione per Dominik Paris, sempre in Svezia, nel 2019. Senza dimenticare il Giuliano Razzoli olimpionico in slalom a Vancouver 2010.

Cerimonia d'apertura Cortina 2021: orari tv, programma e ospiti

In questo momento l’Italia maschile si aggrappa a un acuto del citato Paris o in un lampo dell’immarcescibile Innerhofer, entrambi over 30 eppure assolutamente competitivi in velocità, pur con storie diverse, e recentemente accomunate da guai fisici. Ma ieri, 381 giorni dopo il grave infortunio patito alla vigilia di Kitzbuehel 2020, che aveva posto fine alla trionfale scorsa stagione, Paris è tornato trionfalmente a vincere in Coppa del Mondo e lo ha fatto per la prima volta sulla leggendaria pista Kandahar1 di Garmisch. Domme è salito a quota 15 successi in discesa, quarto all-the alle spalle di Franz Klammer (25), Peter Mueller (19) e Stephan Eberharter (18). Non solo. Anche in chiave azzurra il trionfo è particolarmente significativo, perché il primo in stagione per il settore maschile italiano dello sci alpino, che dall’annata 1984-1985 in avanti non hai mancato l’appuntamento con la vittoria. E non l’ha fatto nemmeno quest’anno. Il quinto posto di Innerhofer (in attesa del superG odierno, alle 11.30, diretta RaiSport ed Eurosport) lancia Domme&Inner verso un possibile Mondiale da protagonisti. Ambizioni rinnovate al massimo, insomma.

Certo, in discesa austriaci e svizzeri (su tutti Mayer, biolimpionico, mai medagliato ai Mondiali, però, e Feuz) restano gli avversari da battere, mentre in superG l’orizzonte si allarga ulteriormente. All’Austria l’oro in discesa manca da 18 anni, ma l’Italia maschile ne conta uno solo, e dal lontano passato, con il mitico Zeno Colò ad Aspen, nel 1950. Ripetere quel trionfo è però assolutamente possibile: "Ho fatto un bel passo in avanti da Kitz, sono riuscito a ritrovare la mia sciata, e così si che mi diverto – dice Dominik –. Nelle ultime settimane abbiamo lavorato sulla tecnica e impostato una piccola novità sul materiale, che mi ha dato sicurezza in più e solidità in pista. Non è più il tempo di parlare dell’infortunio: ora sto bene, il ginocchio è a posto. Mancava la sciata, ma per come mi sono sentito a Garmisch penso che sia passato tutto. Ora credo di essere messo veramente bene sugli sci: tutto è molto equilibrato, la mia tecnica e i materiali, ecc. L’esperienza sicuramente ti dà una mano nel fare le cose, però alla fine conta il ”momento” della gara, quando apri il cancelletto, devi buttarti in pista e devi farlo bene. Certo, il tracciato di Cortina è diverso da Garmisch. Qui è più tosto, molto buio. In Veneto troveremo una neve diversa, ne è arrivata davvero tanta negli ultimi. Ma è sempre così in velocità, ogni pista ha le sue caratteristiche e per quello è importante capirla e studiarne i passaggi chiave. Cortina sarà nuova per tutti e credo saranno davvero importanti le tre prove cronometrate. E’ un pendio un po’ corto, che non perdona l’errore. Ma io ci sono".

Se cercate un titolo per il Mondiale degli azzurri a Cortina 2021, non può che essere "aggrappati agli esperti", evitando la parola anziani, così non si offende nessuno. Tant’è vero che in slalom c’è un talento classe ‘82, tale Manfred Moelgg, che di medaglie iridate ne ha già conquistate tre (due in slalom, Are 2007 e Garmisch 2011, una in gigante, a Schladming 2013, unico a riuscirci nella disciplina dopo Alberto Tomba) e che vuole provare l’ebbrezza del poker in Italia, laddove tra Bormio 2005 (Mondiali) e Torino 2006 (Olimpiadi) riuscì a portare a termine solo una gara su quattro, finendo 13esimo tra le porte larghe, in Valtellina. Alex Vinatzer o Luca De Aliprandini sono in grado di regalare sprazzi d’autore tra slalom e gigante, pur essendo altri, i favoriti. Ecco, cambiamo titolo. Da "aggrappati agli esperti" a "outsider di lusso". Suona meglio, no? In fondo la pressione è tutta sugli altri...

Leggi: Marta Bassino: "Mi faccio in 4 per il top"