L'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola (foto Dire)
L'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola (foto Dire)

Bologna, 2 settembre 2020 - Ora è ufficiale: sarà Imola ad ospitare il Mondiale di ciclismo, che cercava una sede dopo la rinuncia della Svizzera. Succederà dal 24 al 27 settembre, giorno della prova dei professionisti, esattamente 52 anni dopo l’edizione segnata dalla trionfale cavalcata di Vittorio Adorni. Sarà la tredicesima volta per il nostro Paese, sette anni dopo l’ultima volta, nel 2013, quando a Firenze fu il portoghese Rui Costa a imporsi.

La decisione finale è stata presa nella notte dalla federazione internazionale, sul tavolo della quale erano rimaste due candidature, quella emiliano romagnola e quella del dipartimento francese dell’Alta Saona. Decisione annunciata all’ora di pranzo dal presidente dell’Uci, David Lapartient, che affida all’Italia il compito di allestire una rassegna iridata light, vista l’urgenza e soprattutto la necessità di adottare strette misure anti Covid. Decisione che premia la tempestività politica del presidente federale Renato Di Rocco e del governatore regionale Stefano Bonaccini, che ora potrà aggiungere la ciliegina sul ricco calendario sportivo dei prossimi tre mesi.

A spostare verso Imola il peso della candidatura anche nei confronti delle altre sedi italiane (Alba in Abruzzo, in consorzio della Valdera con Peccioli e Pontedera in Toscana, oltre a Varese ritiratasi alla vigilia dell’assegnazione) è stata la presenza di un impianto come l’autodromo Enzo e Dino Ferrari, attrezzatissimo sotto l’aspetto delle infrastrutture richieste per un genere di manifestazione come questa. Struttura che il ciclismo ha già avuto modo di collaudare nello scorso luglio, quando proprio sulla pista imolese la Federazione ha creato una ‘bolla’ per la ripresa dell’attività delle categorie giovanili.

Alla presenza di un autodromo moderno e completo, pronto tra l’altro per tornare ad ospitare la F1 a novembre dopo quasi quindici anni di assenza, si è aggiunta la proposta del percorso. Seguendo le direttive Uci, gli organizzatori ne hanno disegnato uno piuttosto esigente come quello svizzero di Martigny Aigle che originariamente avrebbe dovuto assegnare la maglia iridata: lasciata la pista, il tracciato punterà a Riolo, scalerà un paio di salite dure nell’entroterra e rientrerà all’Enzo e Dino Ferrari. Sarà questo il circuito di 29 chilometri da ripetere nove volte.

Grazie al vantaggio di poter disporre di una struttura come l’autodromo, Imola potrà permettersi il lusso di abbassare le richieste economiche dell’Uci per questo genere di evento: anche nella versione accorciata, un mondiale è un impegno fra i quattro e i cinque milioni di euro. Risparmiando sulle attrezzature (già previsti sala stampa da mille posti, box separati per le Nazionali e garanzie sanitarie per i corridori, parcheggi illimitati, tribune dove entrare con il giusto distanziamento, sistemazione alberghiera), il mondiale imolese costerà molto meno della metà. Già deciso anche il calendario degli eventi: giovedì 24 settembre cronometro uomini e donne, sabato 26 settembre prova in linea donne e domenica 27 i professionisti. Per juniores e under 23 l’appuntamento è rinviato al 2021.