"Forse io, ormai mezzo secolo fa, feci scoprire agli italiani la settimana bianca sugli sci. Ma Alberto ha trasformato lo slalom in uno spettacolo nazionalpopolare. Quindi essere battuto da uno come lui è un onore, mica un dispiacere". Gustavo Thoeni cambiò la storia dello sci italiano. Tra il 1971 e il 1976, vinse un oro e due argenti olimpici, due titoli iridati e quattro Coppe del Mondo. "Nel 1975, quando in Val Gardena...

"Forse io, ormai mezzo secolo fa, feci scoprire agli italiani la settimana bianca sugli sci. Ma Alberto ha trasformato lo slalom in uno spettacolo nazionalpopolare. Quindi essere battuto da uno come lui è un onore, mica un dispiacere".

Gustavo Thoeni cambiò la storia dello sci italiano. Tra il 1971 e il 1976, vinse un oro e due argenti olimpici, due titoli iridati e quattro Coppe del Mondo.

"Nel 1975, quando in Val Gardena riuscii a superare Stenmark nel parallelo decisivo - sospira l’asso di Trafo i-, eh, raccontarono che l’Italia intera si era fermata davanti al televisore. Ma anche qui, lo ammetto, il mio allievo Tomba è stato più bravo".

In che senso?
"Per lui fermarono il Festival di Sanremo! Nessuno avrebbe continuato ad ascoltare canzonette mentre Alberto sciava verso l’oro olimpico nello slalom. Era il 1988 e stavamo a Calgary, in Canad".

Lei ha allenato AT per anni: che rapporto avevate?
"Divertentissimo".

Davvero?
"I nostri caratteri sono diversi ma è stato un privilegio lavorare con lui. Un super campione, uno che sulla neve ti incantava".

Ma come facevate a conciliare le vostre diversità?
"Ah, io sono un montanaro, lui è nato vicino al mare e quindi ci siamo già capiti. Io di mio parlo poco, lui zitto mai. Eppure..."

Eppure?
"Tomba è un trascinatore. Arrivava in albergo per cena e diceva: Gustavo, adesso raccontaci una barzelletta".

Lei ubbidiva?
"In effetti io sono un battutista, mi piace giocare".

Altro che musone.
"Da sciatore ero timido e non volevo scivolare sulla lingua italiana. Alberto mi ha aiutato a sciogliermi, ecco".

In allenamento che tipo era?
"Avevo l’abitudine di preparare la pista alle sei della mattina. Solo che Tomba fino alle undici non si presentava".

Restava a dormire.
"Esatto, ma poi sul lavoro era perfetto. È sempre stato un professionista scrupoloso, sebbene pochi gliene abbiano dato atto"

Dopo il vostro ritiro l’Italia dello sci alpino ha perso le sue stelle, almeno al maschile.
"Paris il discesista è molto bravo. Uno come Tomba non lo trovi sotto i funghi. È stato grande come Stenmark prima di lui e come Hirscher dopo di lui".

Via, è stato grande anche Gustavo Thoeni.
"Una vita fa, ma i ricordi sono splendidi".