Golf
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In America porte sempre più aperte al golf, nonostante la pandemia e il lockdown. La curva del coronavirus a stelle e strisce non è decisamente in discesa, però sui green si torna a giocare: nel Wisconsin, teatro della Ryder Cup 2020 (attualmente prevista dal 25 al 27 settembre ad Haven), hanno riaperto i percorsi di gara - tra mascherine e guanti obbligatori - chiusi dal 25 marzo per l'emergenza sanitaria.

Intanto in California, dopo la ripresa delle attività da parte di alcuni circoli privati, è boom di richieste e prenotazioni. Dalla Contea di Orange a quella del Riverside, a Palm Desert centinaia e centinaia di golfisti stanno intasando con richieste e prenotazioni l'Indian Ridge Country Club, che non può contenere più di 80 appassionati insieme sui due campi a disposizione.

Tutto pronto per la sfida bis tra Tiger Woods e Phil Mickelson, si giocherà verso la fine del mese di maggio (la data è ancora da definire) nel sud della Florida, probabilmente al Medalist GC di Hobe Sound (contea di Martin), a porte chiuse. L'intero incasso sarà devoluto in beneficenza per sostenere la lotta contro il Covid-19 e l'evento - trasmesso dalla Turner Sports su TNT, canale televisivo a pagamento Usa - vedrà tra i protagonisti anche due campioni della NFL, Tom Brady e Payton Manning.

I maggiori circuiti restano invece ancora fermi: dal PGA Tour (ripresa annunciata per dei tornei per l'11 giugno in Texas col Charles Schwab Challenge) al LPGA Tour (19 giugno col Walmart NW Arkansas). Ad approfittarne realtà minori come l'Outlaw e il Cactus Tour che in Arizona, dove il golf è stato ritenuto fondamentale dal governatore Doug Ducey, continuano a organizzare tornei. "La gente impazzisce senza sport, così in questo periodo abbiamo pensato di alleviare i pensieri di tanti appassionati organizzando molti eventi" le parole di Toph Peterson, direttore dell'Otlaw Tour, dove ancora nessun giocatore è risultato positivo al coronavirus. E così sono stati inseriti nuovi tornei. Lo stesso in alcune zone della Florida tra circoli dove è consentito giocare e altri che, nonostante la chiusura, hanno messo in atto iniziative lodevoli. Nella Contea di Palm Beach, i Club privati hanno "adottato" un ospedale locale tra contributi economici per sostenere le cure e donazioni di cibo per gli operatori sanitari che rischiano la vita ogni giorno.

Il golf insomma in America non si è mai fermato e la percentuale di percorsi di gara, ferma al 48% la settimana scorsa, continua a salire. Lo show, come quello che vedrà protagonisti Woods e Mickelson a maggio in Florida (remake della sfida del 2018 a Las Vegas), dove Tiger è di casa, va avanti anche ai tempi del coronavirus