Francesco Molinari
Francesco Molinari

TERZO GIRO: In California il grande protagonista del trezo giro del Genesis Invitational è stato il vento che ha provocato un ritardo di 3 ore e 54 minuti alla gara. A Pacific Palisades raffiche fino a 35 miglia orarie, con i commissari costretti a fermare il gioco. Sul PGA Tour, circuito che normalmente insegue il sole, non succedeva dal 2016, nell'ultimo giro del Farmers Insurance Open. Dopo un lungo stop, di nuovo tutti sul green prima dell'arrivo dell'oscurità, con 23 giocatori chiamati ad ultimare il terzo round.

Dopo aver dominato i primi due giri Sam Burns (che vantava cinque colpi di vantaggio su un quartetto d'inseguitori) nelle prime 13 buche del "moving day" ha fatto registrare 3 bogey e un birdie. Sul "+2" di giornata, con un punteggio provvisorio di "-10", l'americano deve ora guardarsi le spalle dall'inglese Matthew Fitzpatrick, secondo con "-8" e una buca del terzo giro da completare. Tra i big, è in piena corsa per il titolo anche Dustin Johnson. Lo statunitense, leader mondiale (e campione del The Genesis nel 2017), è 3/o con "-7" e come Burns dovrà giocare ancora cinque buche prima di cominciare il quarto giro. Situazione analoga per Max Homa, con loro pure un altro americano, Wyndham Clark, rientrato però in Club House dopo 15.

Sul percorso del Riviera Country Club (par 71), che nel 2028 sarà il campo di gara, sponda golf, delle Olimpiadi di Los Angeles, Francesco Molinari è in rimonta. Quarantesimo dopo il secondo round, l'azzurro è ora 19/o con 211 (68 73 70, -2) dopo un parziale chiuso in 70 (-1). Tre birdie e due bogey per il torinese, che è riuscito a firmare un giro sotto il par nonostante le grandi difficoltà derivate dal vento. Stesso score anche per lo spagnolo Jon Rahm, numero 2 mondiale. E ora in California parte la corsa al titolo. Prima il completamento del terzo giro, poi la volata finale. In un evento che mette in palio un montepremi complessivo di 9.300.000 dollari.

SECONDO GIRO: La fuga per inseguire la prima vittoria sul PGA Tour di Sam Burns. E poi la battuta di arresto di Francesco Molinari, da 12/o a 40/o. Quindi la rimonta di Dustin Johnson e l'eliminazione di tanti campioni Major. Nel secondo round del The Genesis Invitational, in California, l'americano Burns con una prova bogey free caratterizzata da un 66 (-5) su un totale di 130 (64 66, -12), ha consolidato la sua leadership. E a metà gara, a Pacific Palisades, vanta cinque colpi di vantaggio su un quartetto d'inseguitori composto dai connazionali Johnson (numero 1 mondiale), Tyler McCumber e Jason Kokrak, tutti secondi (135, -7) come il cileno Joaquin Niemann. Numeri da record per Burns. Che ha eguagliato il punteggio più basso dopo 36 buche nella storia del torneo. Si tratta inoltre del gap più ampio a metà gara (nella competizione) nei confronti degli inseguitori e il più rassicurante sul circuito dal PGA Championship 2019 (quando Koepka, poi campione, vantava 7 colpi di vantaggio su Adam Scott e Jordan Spieth). E ora Burns (per lui zero successi sul circuito) nel week-end dovrà battere la cabala. Nelle due precedenti occasioni in cui ha condotto una rassegna del PGA Tour (dopo 36 buche) ha poi sempre chiuso al 7/o posto.   

Sul percorso del Riviera Country Club (par 71), lì dov'è diventato socio dopo il trasferimento a Los Angeles, Chicco Molinari non è riuscito a ripetere la buona prova offerta nel primo giro. E se le 18 buche d'apertura erano cominciate con un errore, stavolta il piemontese ha impresso da subito un buon ritmo firmando un birdie alla buca 1, prima di inciampare in due bogey nelle prime 9. Nelle seconde 9 un birdie alla 15 ha preceduto un doppio bogey durissimo da digerire alla 18 (par 4, chiusa in 6 colpi), l'ultima di giornata. Parziale di 73 (+2) su un totale di 141 (68, 73, -1) per Molinari, chiamato alla rimonta.

In California guadagna 10 posizioni Johnson, re del golf mondiale che aveva chiuso al 12/o posto (come Molinari) il primo round. L'americano (vincitore nel 2017) ha messo a segno un 67 (-4) e s'è riportato sotto. Tra i big avanza anche Jordan Spieth (reduce da due Top 5 consecutive), da 12/o a 6/o con 136 (-6). Tra i migliori 10 c'è anche Patrick Cantlay, 9/o con 137 (-5). Mentre è 14/o (138, -4) Brooks Koepka, con Jon Rahm (secondo nel world ranking) ora 19/o (139, -3). Superano il taglio, seppur con l'ultima posizione utile, l'australiano Adam Scott (campione in carica) e lo statunitense Collin Morikawa, entrambi 56/i (142, par).

Ma a Pacific Palisades c'è da registrare la debacle di tanti campionissimi della disciplina. Da Sergio Garcia (143, +1) a Bryson DeChambeau (144, +2). Da Gary Woodland (146, +4) a Bubba Watson (vincitore per 3 volte in carriera al The Genesis, 146, +4), passando per Rory McIlroy (149, +7), Justin Thomas (150, +8), e Padraig Harrington (151, +9). Questi alcuni dei vincitori in carriera di eventi del Grande Slam che non sono riusciti ad accedere alla fase finale del torneo. Dopo 25 tagli consecutivi superati per la prima volta dal 2019 (The Open) capitola anche McIlroy, ex padrone del golf. Tra gli eliminati pure il sudcoreano Tae Hoon Kim (144, +2), protagonista di una hole in one nel primo round.