Jay Manahan
Jay Manahan

Il PGA Tour ha fatto un nuovo passo avanti verso il ritorno sicuro del golf spiegando ai giocatori le misure di sicurezza che l’organizzazione intende porre in essere per la ripresa delle gare l'11 giugno con il Charles Schwab Challenge.

Il documento di 37 pagine inviato ai giocatori il 12 maggio annuncia un piano globale di test e collaudi a cui saranno sottoposti i golfisti a Forth Worth, Texas, dall’8 giugno in poi. Lo staff del PGA Tour si è adoperato intensamente durante gli ultimi mesi nella preparazione del piano, sviluppato con la partnership di rilevanti scienziati della Harvard Medical School, a partire dalle informazioni fornite dal Gruppo di Lavoro sul Coronavirus del Governo Federale degli Stati Uniti ed altre leghe sportive professionistiche, nonché da altri specialisti ed esperti di laboratorio. 

“Siamo entusiasti dell’idea che il PGA Tour possa aiutare la gente a godere di nuovo delle cose che amiamo e a farlo in modo responsabile”, ha detto il primo vicepresidente e direttore operativo del PGA Tour, Tyler Dennis. “Abbiamo impiegato molto tempo a riflettere e cercare di essere diligenti e trasparenti con tutti i gruppi che formano il PGA Tour, e a pensare attentamente a ciò che chiamiamo il nostro programma di ritorno al golf”.

È stato adottato un vero e proprio approccio a livelli, ove la distanza sociale è il punto più importante. Queste misure di distanza sociale saranno ancora più palesi durante le gare, con il divieto delle strette di mano e le pacche sulla spalla alla fine di ogni giro. Anche i giocatori e i caddie manterranno fra di loro una distanza superiore alla solita. Come esempio, i giocatori si occuperanno personalmente dei bastoni e delle sacche, invece di lasciare il compito ai caddies.

“Ci siamo presi il tempo necessario per riflettere profondamente su come dovrebbe essere una giornata agonistica nella vita di un giocatore e di un caddie, e sul bisogno di attuare alcuni piccoli assestamenti per garantire la massima cura della nostra salute e della nostra sicurezza”, ha detto Dennis.

Giocatori, caddies e altri soggetti ufficiali parteciperanno ad un programma di test obbligatorio, si prevede a 400 persone, prima di viaggiare e successivamente, al loro arrivo presso la sede del torneo, dovranno sottoporsi a tre diversi metodi di controllo. Questi comprendono la compilazione di un formulario, il controllo della temperatura e un test nasale per la diagnosi di COVID-19. Durante la settimana, tutte le persone che arrivano alle sedi dei tornei devono compilare un questionario e sottoporsi a un controllo della temperatura prima di accedere alle strutture, come spiegato da Andy Levinson, responsabile principale dei Tornei e delle Gare del PGA Tour.

Se viene rilevata una temperatura oltre i 38 gradi Celsius (100,4 gradi Fahrenheit) durante il controllo quotidiano, il PGA Tour porrà in essere un protocollo che potrebbe comprendere un test di COVID-19

L’obiettivo del PGA Tour è quello di ottenere risultati entro 24-48 ore, anche se ha individuato alcuni laboratori locali non sovraccarichi di test comunitari per contribuire a ridurre i tempi di ottenimento dei risultati. Mentre attendono l’esito dei test, i golfisti possono esercitarsi e giocare mantenendo la distanza sociale e non utilizzino le strutture della sede del torneo. Qualora il test risultasse positivo, la persona infetta dovrà isolarsi fino a quando siano trascorsi un minimo di 10 giorni senza sintomi a partire dal primo risultato positivo o finché due test divisi da un intervallo di almeno 24 ore diano risultati negativi. Il PGA Tour e gli organizzatori dei tornei forniranno assistenza durante ogni periodo d’isolamento.

Il limite di accesso comincia dagli spettatori, che non potranno assistere a nessuno dei primi quattro eventi del PGA Tour dopo la ripresa dell’agonismo. Vietate anche le pro am e l'accesso ai parenti dei giocatori, che potranno contare soltanto sull’assistenza di un istruttore, un allenatore o un interprete. Soltanto le persone che abbiano superato il test potranno accedere alla club house. In tutte le strutture dove si svolgeranno gli eventi del PGA Tour saranno a disposizione gli equipaggiamenti di protezione personale, come mascherine, e prodotti sanitari, come salviettine e gel disinfettanti.

“Ci siamo veramente preoccupati di analizzare uno per uno i casi di ogni persona presente ad un torneo, mettendoci nei suoi panni durante un giorno e cercando di riconoscere i punti di contatto e trovare il modo di mitigarli”, ha detto Levinson.

La “bolla” sotto il controllo del PGA Tour andrà anche oltre il campo da golf. I giocatori sono invitati a soggiornare in un albergo prescelto e l’organizzazione procurerà voli charter tra i diversi eventi del PGA Tour, il PGA Tour Champions e il Korn Ferry Tour, con una capacità massima di 170 giocatori e caddie. Ogni evento deciderà la disponibilità dei veicoli gratuiti, ma non è consentito l’uso condiviso dei servizi di trasporto.

“Pregheremo i giocatori di comportarsi come lo stanno facendo ora e come lo hanno fatto negli ultimi due mesi, con la filosofia di essere più al sicuro a casa”, ha detto Levinson. “Ciò significa non frequentare zone affollate, non andare per forza in ristorante e ordinare il cibo a domicilio. Lavoreremo con gli alberghi locali per garantire l’idoneità dei piani di salute e sicurezza. Ci sembra importante minimizzare il rischio qualora sia possibile, e assumiamo anche un impegno nei confronti delle comunità in cui giochiamo e delle persone che ci vedranno in televisione. Abbiamo l’obbligo di dare un buon esempio e pensiamo di riuscirci con il piano che abbiamo progettato”.

Nessun commento sulle critiche sollevate dai giocatori europei.