Jim Furyk
Jim Furyk

A St. Simons Island, in Georgia (Stati Uniti), Lee Hodges, player del Korn Ferry Tour batte due interpreti del PGA Tour come Harris English (secondo nonostante un gran finale caratterizzato da 4 birdie) e Jim Furyk (campione Major e capitano degli Usa alla Ryder Cup 2018, terzo nell'evento) conquistando il titolo individuale nel "Back 2 Golf", ultimo appuntamento solidale prima della ripresa delle competizioni ufficiali dei due circuiti americani, prevista per l'11 giugno rispettivamente dalla Florida e dal Texas.

Professionista dal 2018, il 24 statunitense è riuscito a piegare la concorrenza di due rivali molto più accreditati anche grazie a due birdie decisivi realizzati alla buche 15 e 18 del Sea Island Resort (Seaside Course). Mentre nella classifica a squadre a imporsi è stato il duo James Tyree Poston-Ben Kohles, con Hodges che ha giocato l'evento a coppie al fianco di un asso come Davis Love III, nella World Golf Hall of Fame.

Il torneo è andato in scena a porte chiuse e s'è giocato con formula four ball (quattro palle) sulla distanza di 36 buche. Venti le coppie in campo formate da un player del PGA Tour e da uno del Korn Ferry Tour, con classifica individuale e a squadre. Lo show è servito anche per sostenere con 5.000 dollari la Coastal Georgia Foundation. E adesso è ormai tutto pronto per i primi eventi ufficiali post pandemia. Il PGA Tour, il massimo circuito americano del green maschile, ripartirà da Fort Worth con il Charles Schwab Challenge. A contendersi il primo evento post pandemia 16 tra i primi 20 golfisti al mondo. Mentre il Korn Ferry Tour, circuito minore dell'organizzazione, sarà protagonista a Ponte Vedra Beach con il Korn Ferry Challenge. Il lockdown, per il golf americano, è finito.

In concomitanza dell'evento Jim Furyk ha parlato di Ryder Cup. "È difficile immaginare uno scenario simile". Questo invece il pensiero di Furyk, anche lui assistente di Stricker nel Wisconsin. "L'atmosfera della Ryder è qualcosa di davvero unico. Ricordo l'esperienza di Parigi e i fischi riservatimi dai tifosi europei, così dannatamente belli e divertenti. Senza essere meschini, anche questo è la Ryder tra sfottò, schermaglie e passione". 

Anche Davis Love III, per due volte capitano degli Stati Uniti (la prima nel 2012 la seconda nel 2016), ha preso posizione sull'eventualità di una Ryder Cup, quella di settembre (25-27) nel Wisconsin, a porte chiuse a causa della pandemia. "I tifosi sono determinanti per la buona riuscita di ogni evento, figuriamoci quanto possano esserlo per una competizione come la Ryder Cup di golf. Davvero non riesco a immaginarmi nessun torneo a porte chiuse, detto questo sono d'accordo sul fatto che è meglio disputare gare senza i supporter piuttosto che non giocarle. Ma non so se tutto questo possa essere possibile con la Ryder".

Già vicecapitano a Parigi 2018, Davis Love III ricoprirà lo stesso ruolo anche a Kohler, dove a guidare gli Usa non sarà più Jim Furyk ma Steve Stricker. Il 56enne di Charlotte, campione Major (PGA Championship 1997) e nella World Golf Hall of Fame, non ha dubbi. "Giocare le prime 5 gare del PGA Tour senza spettatori non sarà certo bello, però così facendo potremmo rendere felici tanti telespettatori. Ma la Ryder non è la stessa cosa".

La PGA of America, che entro poche settimane sarà chiamata a prendere una decisione sul tema, è avvertita. I golfisti continentali, così come quelli americani, preferirebbero un rinvio della competizione al 2021 piuttosto che uno show senza pubblico.