Paul Casey
Paul Casey

EPILOGO: A Paul Casey è stato sufficiente controllare gli avversari per vincere l'Omega Dubai Desert Classic e mettere in bacheca il quindicesimo titolo sull'European Tour. L'inglese continua a stupire nonostante la non più giovanissima età. Il 43enne di Cheltenham ha ipotecato il titolo nel "moving day" della rassegna, salvo poi confermarsi nell'ultimo round, chiuso con un parziale di 70 (-2) su un totale di 271 (67 70 64 70, -17) colpi, 4 di vantaggio sul sudafricano Brandon Stone, secondo con 275 (-13). “Mi sento quasi di rivivere una seconda giovinezza – ha detto molto emozionato sul green della 18 subito dopo aver imbucato il putt per il birdie finale -. Devo tanto del mio successo anche a Johnny (John McLaren, il suo caddie), il nostro è molto più che un semplice rapporto di lavoro, siamo grandi amici e la sua presenza mi ha aiutato moltissimo a ritrovare la parte più bella e vincente del mio gioco”.

Il massimo circuito continentale del golf maschile, per la seconda settimana consecutiva (in altrettanti tornei del nuovo anno), parla inglese. Prima l'impresa di Tyrrell Hatton nell'Abu Dhabi HSBC Championship. Ora, quella di Casey.

È ancora una volta Nino Bertasio il migliore tra gli azzurri. Il bresciano, 41° con 286 (-2), ha approfittato del crollo finale di Guido Migliozzi, da 22° a 44° (287, -1) al termine di un giro da dimenticare in fretta (76, +4). Bassa classifica pure per Edoardo Molinari, 66° con 292 (+4), e Renato Paratore, 67° con 294 (+6).

Niente da fare per i big. Gli inglesi Tommy Fleetwood, Lee Westwood (re d'Europa nel 2020) e Matthew Fitzpatrick non sono andati oltre la 17/a posizione (281, -7). Mentre Hatton (quinto nel ranking mondiale), altro player britannico, ha ottenuto la 22/a piazza (283, -5) al fianco, tra gli altri, dell'australiano Lucas Herbert (campione uscente). Torneo deludente per Collin Morikawa, solo 68/o (295, +7). Davvero mai in partita, nell'arco di tutti e quattro i round, l'americano. Quarto nelle classifiche mondiali e grande favorito della vigilia, il vincitore del PGA Championship 2020 ha fallito l'appuntamento di Dubai. Che ha visto tra le grandi sorprese l'irlandese Padraig Harrington (capitano del Team Europe alla Ryder Cup 2021 del Wisconsin), 6/o con 279 (-9) al fianco dell'austriaco Bernd Wiesberger e dello spagnolo Sergio Garcia (vincitore nel 2017).

Ora l'European Tour si trasferisce in Arabia Saudita dove, dal 4 al 7 febbraio, andrà in scena il Saudi International. Nel field anche Dustin Johnson, numero 1 mondiale.

TERZO GIRO: La lunga carriera di Casey, 21 anni di profesisnismo, gli anno permesso di vivere alti e bassi ma anche giornate indimenticabili, come quella appena conclusa. “Ci sono giornate difficili da spiegare: tutto va nel modo che avevi programmato, ogni parte del tuo corpo si muove come hai sempre immaginato e il tuo gioco è praticamente perfetto” – ha detto al termine del terzo giro dell’Omega Dubai Desert Classic il 43enne inglese con il migliore dei suoi celebri sorrisi.

Difficilmente dimenticare un 64 senza sbavature: sei birdie, di cui quattro nelle prime nove, e quell’eagle finale alla 18 che gli ha regalato nientemeno che la leadership solitaria a un turno dal termine della 32esima edizione di uno dei grandi classici di inizio stagione dell’European Tour.

“Ho sempre detto che uno dei miei obiettivi di quest’anno è far parte del team europeo di Ryder Cup a Whistling Straits. Credetemi, non c’è nulla di più bello nel nostro sport che essere protagonista in questo evento, l’adrenalina e l’energia che ti trasmette è ciò che dà un senso a ore e ore di campo pratica e che ti dà la forza di continuare a farlo”.

Chapeu a Casey, meritato protagonista di questa giornata da ricordare, ma il gioco è ancora lungo. Alle sue spalle, a un solo colpo con -15 (oggi 67) c’è un ragazzino terribilmente determinato, Robert MacIntyre, scozzese di nascita e di temperamento, uno che non mollerà la presa e la cui fame di successo è enorme dopo che l’anno scorso a Cipro, ha ottenuto il suo primo titolo sull’European Tour.

Alle loro spalle, terzo, il sudafricano Brandon Stone (-13, oggi 66), subito dietro un Sergio Garcia tornato a macinare il suo gioco di sempre (67 di giornata), dopo la deludente seconda giornata chiusa in 73, in compagnia dell’inglese Laurie Canter, giocatore che noi italiani abbiamo conosciuto bene nell’ultimo Open d’Italia al Chervò San Vigilio, dove ha lottato fino all’ultimo colpo per il successo contro Ross McGowan, il vincitore finale.

Thomas Detry, leader dopo due giri, è incappato in una giornata invece da dimenticare in fretta (74), e ora si trova a rincorrere dalla settima posizione con sette colpi di distacco da Casey. Deludono anche Tommy Fleetwood e Lee Westwood, i cui rispettivi 73 e 72 li collocano al 10° posto con un totale di -7, forse già fuori portata dalla lotta per il successo.

Un sabato da dimenticare anche per i nostri azzurri che dopo la fantastica giornata di venerdì non sono riusciti a dare continuità alle loro ottime prestazioni. Guido Migliozzi ha chiuso in 73 di giornata e occupa ora la 22esima posizione a -5, Nino Bertasio (72) è 49° con un totale di -1. Edoardo Molinari (74) e Renato Paratore (73) sono 59esimi a +1.