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9 mar 2022

golf, al PGA Tour montepremi record al TPC

Si gioca il The Players Championship dove i migliori in campo si contenderanno 20 milioni di dollari in palio. Della partita anche Francesco Molinari

9 mar 2022
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Francesco Molinari
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Francesco Molinari

Il The Players Championship, al via domani, avrà il montepremi più alto della storia. Ben 20 milioni di dollari con un aumento di cinque rispetto al 2021. Il record per un torneo stroke play, nettamente superiore perfino a quello dei Major.

Si gioca a Ponte Vedra Beach, in Florida, un appuntamento clou del PGA Tour 2022, considerato alla stregua di un quinto major. Non a caso sono in gara 47 dei migliori 50 giocatori della classifica mondiale e 109 vincitori di almeno un torneo sul circuito (per un totale di 418 titoli). Da Jon Rahm a Collin Morikawa, da Victor Hovland a Patrick Cantlay passando per Scottie Scheffler e Rory McIlroy (vincitore nel 2019).

È della partita anche Francesco Molinari. Il torinese lo scorso anno ha mancato il taglio ma nel 2017 ha conquistato il sesto posto. Gioca i primi due giri al fianco dell'americano Cameron Champ e dell'australiano Matt Jones. Difende il titolo lo statunitense Justin Thomas (ottavo nel world ranking) che prova a diventare il primo golfista a vincere per due anni consecutivi.

Per la prima volta dal 1994, mancheranno sia Tiger Woods (che entra nella World Golf Hall of Fame e che ha conquistato il The Players nel 2001 e nel 2013) che Phil Mickelson (nel momento più difficile della sua carriera dopo le discusse dichiarazioni sul PGA Tour e sull'Arabia Saudita che gli sono costate anche una fuga da parte dei suoi sponsor). Ancora out per infortunio il californiano Bryson DeChambeau. Non ci sarà neppure Kevin Na, che si prepara a diventare papà per la terza volta. Assente inoltre, per la prima volta dal 2009, Rickie Fowler (suo il torneo nel 2015).

The Players Championship, montepremi record

Venti milioni di dollari. Questo il montepremi da record del The Players, di cui 3.600.000 andranno al vincitore. Numeri nettamente superiori, appunto, rispetto ai Major. Nel 2021 lo US Open come il PGA Championship garantivano una borsa di 12.000.000 contro gli 11.500.000 del The Masters e del The Open. Nei 48 anni di storia dell'evento, il montepremi è aumentato 28 volte. E pensare che nel 1974, anno della prima edizione, Jack Nicklaus (il primo vincitore della rassegna) incassò un assegno di 50.000 dollari su un totale di 250.000. Dal 2014 (10.000.000) la kermesse ha messo in palio cifre super che, rispetto a otto anni fa, ora sono raddoppiate. Una strategia, quella del PGA Tour, volta anche a fronteggiare le avances economiche della Superlega araba.

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