Bauke Mollema (LaPresse)
Bauke Mollema (LaPresse)

Como, 12 ottobre 2019 - Impresa di Bauke Mollema al Giro di Lombardia 2019, classicissima d'autunno che si è disputata sul durissimo percorso di 243 chilometri da Bergamo a Como.  L'olandese della Trek Segafredo giunge in solitaria sul traguardo dopo essere andato in fuga a 18 chilometri circa dall'arrivo, sulle prime rampe del Civiglio. Alle sue spalle, a 16 secondi, Alejandro Valverde che regola in volata Egan Bernal e Jakob Fuglsgang. Poi Woods, Jack Haig e Primoz Roglic, mentre Buchmann, Latour e Molard chiudono la top 10. Migliore degli italiani Giovanni Visconti, 17esimo e staccatissimo dai big. Proprio il Civiglio che lancia Mollema risulta fatale per Vincenzo Nibali, confermando le impressioni che davano lo Squalo non al 100 per cento. Il corridore della Bahrain Merida si stacca in salita quando la corsa esplode, penalizzato anche da un contatto con un avversario che lo costringe a mettere il piede a terra e a rincorrere, quando probabilmente le forze erano al lumicino. 

CRONACA - La corsa vive per oltre 200 chilometri sulla fuga iniziale di cinque corridori fra cui l'italiano Fausto Masnada della Androni. Poi la sfida tra i big che si accende sul Civiglio, con lo scatto di Bauke Mollema. Nessuno reagisce, l'olandese fa il vuoto e scollina con una ventina di secondi su Pierre Latour, ripreso nella successiva discesa dal gruppo dei migliori. Un plotoncino che si studia, non collabora, finché Primoz Roglic rompe gli indugi e se ne va da solo, in pianura, attaccando il San Fermo della Battaglia con poco meno di 40 secondi dall'olandese della Trek.

Ed è sull'ultima breve, e durissima, salita, che si decide la corsa. Roglic si invola a caccia di Mollema, dietro Valverde abbandona i tatticismi e si riporta su di lui. Ma davanti c'è Mollema che ha 30 secondi di vantaggio. Restano Fuglsgang, Valverde, Roglic, Bernal e Woods. I cinque big, favoritissimi della vigilia. Ma davanti c'è l'olandese volante che perde pochissimo. Anche perché dietro si guardano, quando all'arrivo mancano 6 chilometri. Poi scatta Bernal, ma non fa il vuoto. E Mollema scollina con più di 20 secondi, un bottino sufficiente per giungere a braccia alzate sul traguardo di Como.  Il suo attacco da lontano ha ricordato quello con cui ha vinto la Clásica di San Sebastián nel 2016. Un olandese non faceva sua la Classica delle Foglie Morte dal 1981, con il successo di Hennie Kuiper.

Bauke Mollema

"Non riesco a credere di aver vinto una Classica Monumento - commenta Mollema dopo il traguardo -. Non ero il favorito, forse gli altri corridori mi hanno un po' sottovalutato", aggiunge. "Ho trovato il momento giusto per attaccare, poi sono andato a tutta negli ultimi dieci chilometri. Non ci credo!", dice ancora. 

Alejandro Valverde

 "Quando è partito Mollema la mia idea era quella di scattare anche io per raggiungerlo, però non è stato possibile", ammette Valverde. "Secondo posto? Mi dispiace non aver ancora vinto qui, è una spina nel fianco per me", dice. E non si dà per vinto: "Ci riproverò, ma complimenti al vincitore".

Egan Bernal

"Sono contento di finire la mia stagione con un podio in una classica monumento come il Giro di Lombardia", dice Bernal che assicura: "Non ho rimpianti, io e il mio team abbiamo corso benissimo giocandoci le nostre carte". Il colombiano, vincitore del Tour de France 2019, fa i complimenti a Mollema: "Devo dire che oggi è andato davvero forte, ha fatto la differenza e ha meritato la vittoria".