Giro d'Italia 2018, Chris Froome
Giro d'Italia 2018, Chris Froome

Bologna, 2 maggio 2018 – Inizio abbastanza soft, poi dalla sesta tappa in poi si accenderanno le prime scintille e nell’ultima settimana i veri e propri fuochi d’artificio. Il Giro d’Italia 2018 si presenta sulla carta affascinante, ora toccherà ai protagonisti renderlo tale anche nella realtà. Si parte da Gerusalemme con una specie di cronoprologo lungo (9.7 chilometri) che già potrebbe un po’ delineare la classifica dei pretendenti alla maglia rosa, poi altre due tappe pianeggianti in Israele – adatte ai velocisti – prima di rientrare in Italia. La carovana ripartirà dalla Sicilia con due tappe che si possono definire vallonate (Catania-Caltagirone e Agrigento-Valle del Belice) dove può arrivare anche una fuga. Dalla sesta prima sfida di livello. E’ infatti in programma l’arrivo in salita all’Osservatorio dell’Etna. Settima tappa per velocisti con arrivo a Praia a Mare, poi di nuovo salita, con l’arrivo a Montevergine di Mercogliano anche se le pendenze non sono elevate. Tappa molto interessante anche la nona da Pesco Sannita al Gran Sasso, ancora un arrivo in salita.

Chris Froome (LaPresse)

Giro d'Italia 2018: le tappe e le altimetrie. I segreti del percorso - di ANGELO COSTA

ZONCOLAN E COLLE DELLE FINESTRE - Fase centrale più soft, quattro tappe dalla decima alla 13esima per velocisti o fughe, poi dalla 14esima l’inferno finale. Primo show down con arrivo sul Monte Zoncolan, che dunque torna alla corsa rosa. La 15esima è un’altra tappa interessante da Tolmezzo a Sappada con arrivo in leggera salita, mentre alla 16esima i cronoman avranno il loro terreno preferito con la cronometro di 34 chilometri da Trento a Rovereto. Tappa di ‘riposo’ alla 16 con la Riva del Garda-Iseo per velocisti, poi le ultime tre tappe che decideranno il Giro. Si parte con la Abbiate Grasso-Prato Nevoso (salita finale di 15 chilometri al 7%), ma è il giorno successivo che i corridori tremeranno. Alla 19esima il tappone da Venaria a Bardonecchia con tre salite durissime. Il Colle delle Finestre con 18 chilometri al 9%, poi il Sestriere (16 chilometri con punte al 9%) e lo Jafferau con arrivo in salita (7 chilometri attorno al 10% con punte al 14%). Ultime fatiche alla 20esima con la Susa-Cervinia. Qui avremo il Col Tsecore (16 chilometri con pendenze massime al 15% nel tratto finale), poi il Col de Saint Pantaleon (16 chilometri con massime al 12%) e l’ultima salita con arrivo a Cervinia 2001 di 18 chilometri e pendenze massime del 12%. Saranno questi gli ultimi tornanti prima della passerella finale a Roma.