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2 apr 2022

Giro Fiandre 2022, il borsino dei favoriti

Da Van der Poel ad Asgreen, passando per Pidcock e Pogacar, con Van Aert assente per Covid, occhio anche a Bettiol e Moscon seppur in precarie condizioni: i favoriti del Fiandre

2 apr 2022
manuel minguzzi
Sport
Mathieu van der Poel
Mathieu van der Poel
Mathieu van der Poel
Mathieu van der Poel

Bologna, 31 marzo 2022 - Domenica 3 aprile si corre il Giro delle Fiandre, una corsa spettacolare, dura, fatta di 18 muri e che verrà decisa con la solita accoppiata Kwaremont-Paterberg. Tanti favoriti al via, praticamente tutti i migliori corridori da classiche con l'aggiunta del fenomeno Tadej Pogacar. In casa Italia, senza Colbrelli, occhi su Moscon e Bettiol, vincitore 2019. Non ci sarà Alaphilippe, punterà sulle Ardenne, e mancherà anche Wout Van Aert, risultato positivo al Covid.

Sommario

Mathieu Van der Poel

Ha vinto il Dwaars Van Vlanderen ed è in forma dopo il difficile inverno con i problemi alla schiena. Sono le sue corse e la probabile assenza del duello con Van Aert lo terrà concentrato sulla caccia alla vittoria e non sulla rivalità con il belga, la quale spesso è costata cara.

Kasper Asgreen

Assente Alaphilippe, il vincitore 2021 vuole ripetersi e lo stato di forma è buono. Il danese ci riproverà avendo la potenza e la progressione necessarie per scrollarsi di dosso i rivali nelle fasi calde della corsa. Le pendenze dei muri non lo spaventano e nella giornata di grazia può battere tutti.

Jasper Stuyven

Quarto l'anno scorso, Stuyven può essere la carta jolly della corsa, l'outsider che può beffare i grandi favoriti. Va forte in ogni condizione, ha la solidità necessaria per reggere il ritmo sui muri e ha la sparata giusta per contrattaccare in contropiede.

Thomas Pidcock

Terzo alla Dwaars, Pidcock è un corridore agile che sicuramente paga dazio in potenza ma ha lo scatto giusto e ficcante per mettere in difficoltà gli avversari. Andrà di agilità e non di rapportone, ma i muri con pendenze alte, lui che è anche crossista, non lo spaventano. Non è male nemmeno in volata ristretta.

Mads Pedersen

Nei dieci sia alla Sanremo che alla Gand, Pedersen può rappresentare uno degli outsider in seconda fila rispetto ai favoritissimi. Può reggere sui muri e in volata è temibile, poi ha forza e tecnica per sorprendere.

Greg Van Avermaet

Fino a qui non si è visto tanto, ma l'anno scorso ha chiuso in terza piazza e in una corsa così dura e lunga va sempre tenuto in considerazione. Sembra sempre gli manchi l'acuto contro i big e spesso gli manca un centesimo per fare l'Euro, ma al Fiandre tiene tanto e darà tutto.

Tadej Pogacar

Sarà la curiosa variabile impazzita della gara. E' un uomo da corse a tappe ma alle Strade Bianche ha dimostrato di avere la resistenza e la tenacia giusta anche per una corsa come il Fiandre. Di sicuro, se dovesse vincere pura una classica di questo tipo assumerebbe sempre di più i contorni dell'imbattibilità.

Alberto Bettiol

Capitolo italiani stavolta un po' dimesso senza Sonny Colbrelli. C'è Alberto Bettiol, vincitore nel 2019 ma reduce da un periodo difficile tra infortuni e Covid. Non è al meglio, ha dovuto centellinare la sua preparazione e non è tra i favoriti, ma ha talento e garra per restare attaccato al treno buono.

Gianni Moscon

L'altra carta azzurra sarebbe Gianni Moscon, ma pure lui ha avuto Covid e bronchite e non è affatto al top della forma. Ha deciso tra l'altro di correre solo il Fiandre e non la Roubaix. Purtroppo le chance non sono altissime ma ce la metterà tutta.

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