Nibali (Ansa)
Nibali (Ansa)

Catania, 5 ottobre 2020 - La fatica dipinta sul volto una volta superata la linea del traguardo, ma che fa da contraltare a un senso di grande consapevolezza: quella di aver cominciato ad allungare le proprie mani su questo Giro d'Italia edizione 2020. Vincenzo Nibali esce dalla terza tappa, la prima con un arrivo in montagna (sull'Etna), decisamente rinfrancato. Fra i grandi favoriti per la vittoria finale, il messinese è infatti quello ha dato l'impressione di essere più in forma al momento, provando anche a scattare negli ultimi chilometri, giusto per testare la gamba degli unici avversari per la maglia rosa che hanno saputo tenergli testa: Fuglsang, Pozzovivo e Kelderman

Gli altri due rivali, Yates e lo sfortunato Thomas (due cadute oggi per lui, di cui la prima nel tratto di trasferimento prima della partenza della corsa), sono letteralmente saltati per l'aria. In classifica adesso Nibali è sesto nella generale, a 55 secondi dal nuovo leader Almeida. "Nelle corse a tappe ogni giorno è diverso da un altro, specialmente quando si aggiungono fattori imprevedibili, che possono cambiare repentinamente la situazione in gara. Afa e caldo all'inizio, poi freddo, vento e pioggia sull'Etna. A questo aggiungiamo che siamo alla terza tappa e abbiamo già affrontato una frazione tosta. Sono tutti elementi che condizionano e oggi ne abbiamo avuto prova tangibile - il commento all'arrivo del capitano della Trek-Segafredo - Avversari a parte, guardo alla mia corsa e sono soddisfatto; dico, altresì, che bisogna tenere i piedi ben piantati a terra. Come non mi sono scomposto dopo la crono, non è il caso di cedere a facili entusiasmi ora. Sarà banale, ma i grandi giri vanno costruiti giorno dopo giorno. Giornate come quella di oggi mi danno più serenità, ma la concentrazione è altissima: tengo molto a questo Giro".