Peter Sagan (Ansa)
Peter Sagan (Ansa)

Wevelgem, 25 marzo 2018 – La gioia di Peter Sagan, le lacrime di Elia Viviani. Sono queste due le immagini più significative dell'ottantesima edizione della Gand-Wevelgem, vinta dal campione del mondo della Bora-Hansgrohe, al terzo sigillo in carriera dopo le vittorie del 2013 e di due anni fa. Una volata di forza, vinta senza affanno davanti al velocista italiano della Quick-Step Floors, rimasto chiuso ai -200 metri e bravo a rimontare con una progressione da campione, non sufficiente però a superare il fuoriclasse slovacco. Alle sue spalle Arnaud Demare, al secondo podio in carriera alla Gand-Wevelgem, e l'altro transalpino Christophe Laporte. Completano la top ten Debusschere, Naesen, Trentin, Stybar, Stuyven e il tricampione del mondo del ciclocross Van Aert.

Poche emozioni nei 250 km abbondanti di corsa da Deinze, sobborgo di Gand, e Wevelgem. La bella giornata di sole e il vento a favore negli ultimi 50 chilometri hanno favorito il lavoro delle squadre che avevano interesse a tenere chiusa la corsa. I primi 50 chilometri, a dire il vero, sembravano preannunciare tutt'altro finale: tanto è servito per veder composta la fuga di giornata, composta da sei corridori. Tra questi anche Filippo Ganna, già in azione nelle corse delle pietre in cui, negli anni a venire, potrebbe lottare per essere protagonista. Poco da segnalare tra la prima e l'ultima ora di corsa: qualche caduta, un paio di tentativi nemmeno troppo convinti sullo sterrato delle "plugstreets", riproposte nel percorso dopo l'esordio dell'anno scorso, e il solito, decisivo, Kemmelberg. All'attacco del secondo passaggio sul muro simbolo della corsa, un azione di Philippe Gilbert ha scremato il gruppo dei migliore, selezionando una trentina di corridori; quelli che si sarebbero giocati la vittoria di lì a breve.

Il tentativo di rimonta dell'Astana, rimasta fuori dall'azione decisiva, non ha prodotto risultati, anche per l'ottimo accordo trovato da subito nel gruppo dei migliori. Forte di una netta superiorità numerica, la Quick-Step ha gestito senza patemi la situazione, ma è poi mancata nel momento di preparare la volata per il proprio capitano. E così, nelle ultime centinaia di metri, Viviani si è trovato chiuso, alle spalle di un trenino condotto Trentin. Al valsuganino, tutto a destra sul rettilineo finale, sono mancate le gambe, mentre al veronese è drammaticamente mancato lo spazio. Non a Sagan, emerso con prorompente forza sul lato opposto della strada e implacabile nel mettere la propria ruota davanti a quella degli avversari. Seconda vittoria stagionale per il campione del mondo, dopo quella ottenuta nella quarta tappa del Tour Down Under, e bella rivincita dopo la mazzata incassata giusto venerdì ad Harelbeke. Terza vittoria, come detto, in carriera alla Gand-Wevelgem, probabilmente la corsa preferita da Sagan, che nella classica fiamminga dedicata al ricordo del primo conflitto mondiale ha pure ottenuto un secondo, due terzi e un decimo posto nelle otto partecipazioni in carriera.

In generale, comunque, poche le indicazioni in ottica Giro delle Fiandre. Nonostante la vittoria, Sagan non ha ancora dimostrato di essere nella migliore condizione possibile. Nessuno dei suoi avversari, però, ha dimostrato di stare clamorosamente meglio. L'unico, probabilmente, oggi non c'era: il riferimento è a Tiesj Benoot, brillante protagonista di questo freddo marzo. Ha impressionato, come sempre in questo inizio di stagione, la Quick-Step, che ha fallito l'assalto alla ventesima vittoria del 2018 per poco più di una bicicletta. Domenica prossima Viviani non ci sarà, ma Gilbert, Stybar, Terpstra e Lampaert saranno tra i sicuri protagonisti di una corsa in cui nessuno dei quattro partirà favorito, ma dove il gioco di squadra della formazione belga potrebbe fare la differenza. In quest'ottica, da sottolineare la controprestazione odierna della Bmc, che ha piazzato il solo Van Avermaet nel gruppo che si è giocato la vittoria: domenica sarà un'altra storia, ma il vincitore dell'ultima Roubaix, per vincere una classica già sfiorata in due occasioni, avrà bisogno del supporto di tutti i compagni; anche perché la condizione, almeno per ora, non sembra eccellente come quella di 12 mesi fa. Brutti segnali anche da Kristoff e Degenkolb: se il norvegese è solito non strabiliare nelle corse di avvicinamento, il velocista tedesco, vincitore a Wevelgem nel 2014, non sembra aver ancora superato l'incidente della scorsa stagione e gli acciacchi che lo hanno colpito nelle ultime settimane. L'obiettivo per lui, più che il Fiandre, è la Parigi-Roubaix, ma il tempo inizia a stringere

E i nostri? Detto di Viviani, le uniche indicazioni positive sono arrivati da Matteo Trentin: nonostante un inizio di stagione condizionato dall'infortunio alla clavicola, il corridore della Mitchelton-Scott si è giocato la vittoria in tutte le corse a cui ha preso parte. Il settimo posto di oggi, a dire il vero, è un po' deludente, per come Trentin aveva approcciato la volata. Male gli altri: non Sacha Modolo, a dire il vero, riuscito nell'impresa di rientrare in gruppo dopo essere stato coinvolto in una caduta, ma solo undicesimo allo sprint; molto peggio Gianni Moscon e Sonny Colbrelli, incapaci di arrivare a giocarsela con i migliori, al termine di una corsa molto deludente soprattutto per il capitano della Bahrain-Merida, ma anche per il giovane trentino della Sky. Per fare risultato domenica serviranno altre gambe e un'altra testa.

Ordine di arrivo Gand-Wevelgem 2018 (Deinze-Wevelgem, 251,1 km)

1 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe in
2 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors s.t.
3 Arnaud Demare (Fra) Groupama-Fdj Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
4 Christophe Laporte (Fra) Cofidis
5 Jens Debusschere (Bel) Lotto-Soudal s.t.
6 Oliver Naesen (Bel) Ag2r La Mondiale s.t.
7 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott
8 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors s.t.
9 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
10 Wout Van Aert (Bel) Verandas-Willems Crelan s.t.