«Ho l’asma, è noto, e so anche quali siano le regole», sostiene Froome, avviandosi ad un dibattito medico-scientifico che ha forti probabilità di portarlo ad una squalifica. Di dibattiti è inevitabile aprirne un altro: riguarda la salute degli sportivi di alto livello e il fatto che molti di questi, per poter svolgere la propria attività, debbano e in qualche caso possano ricorrere ad aiuti farmacologici consentiti in dosi ristrette. Nel ciclismo come in altre discipline. A Froome il compito di dimostrare che l'eccesso di salbutamol sia dovuto al clima, ad una cattiva metabolizzazione e via dicendo, ma vietando questo tipo di rimedio si evita di creare casi come questo e soprattutto una disparità di trattamento: verso quegli atleti che, invece, in una grande corsa a tappe, trovano in un problema fisico più grave, ad esempio la bronchite, un avversario in più da battere.