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Vuleta 2018: si parte in pianura a Malaga con una crono di 8 chilometri intorno al Centro Pompidou, si arriva in pianura a Madrid per la passerella finale, ma in mezzo c’è tanta salita, perché agli spagnoli le corse piatte non piacciono. È una Vuelta in linea con la tradizione quella che riduce come sempre le cronometro (40 chilometri in tutto) e propone quasi la metà degli arrivi in quota (nove su 21 tappe), a cominciare dal secondo giorno, quando dal mare di Marbella ci si arrampicherà a Caminito del Rey. Molti i traguardi storici, come l’Alto de Covatilla alla nona tappa e La Camperona che alla quattordicesima aprirà un trittico di finali in quota (con Alto Les Praeres e i Laghi di Covadonga) che segnerà la corsa, ma per scegliere il vincitore bisognerà attendere la settimana finale, che dopo la crono di Torrelavega propone altri arrivi tosti ma soprattutto la tappa breve che sabato 15 settembre si conclude al Coll de la Gallina dopo aver scalato cinque colli.

Vuelta 2018, dieci nomi da tenere d'occhio / FOTO

di ANGELO COSTA

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