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Non si scappa: sono le salite il marchio di fabbrica della Vuelta 2018, che scatta da Malaga il 25 agosto con una crono di 8 chilometri e si conclude a Madrid il 16 settembre. Nove gli arrivi in quota, fra quelli classici (Lagos de Covadonga) e quelli inediti (il Monte Oiz, con pendenze sul 18 per cento), ma di montagne c’è un’ampia scelta anche strada facendo: basti dire che il penultimo giorno, secondo un modello già collaudato prima di Giro Tour, è prevista una frazione di appena 105 chilometri che si conclude a Coll de la Gallina dopo aver affrontato sei gran premi della montagna. Due le cronometro: oltre a quella iniziale, i 32 chilometri piatti di Torrelavega alla sedicesima frazione. Senza la coppia inglese Thomas-Froome, con Dumoulin e Bardet impegnati al giro di Germania, resta una Vuelta che si apre ad un corridore completo, che sappia comunque tenere un buon passo in salita: ecco le dieci facce che, per un motivo o per l’altro, renderanno interessante la corsa spagnola.

Vuelta 2018, tutte le tappe e le altimetrie. I segreti del percorso

di ANGELO COSTA

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