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Finale Us Open 2018. Si affrontano Serena Williams, 37 anni, ex numero 1 al mondo, e la ventenne Naomi Osaka, numero 20 del ranking. La giapponese è in vantaggio per un set a zero. Sull'1- 0 del secondo set, con la Osaka al servizio, il giudice di sedia portoghese Carlos Ramos dà Serena un "warning" per "coaching". Lei non la prende affatto bene. "Io non imbroglio per vincere. Ti comunico che non ho nessun codice con il mio coach. Piuttosto perdo, ma non c`è nessun codice", dice la Williams con un tono di voce fermo ma corretto, aggiungendo che se anche Patrick Mouratoglou le avesse fatto qualche segnale (come poi il coach francese ha ammesso) lei non l`avrebbe visto. Seguono altre spiegazioni e tutto sembra risolto. Ma non è che l'inizio. Dopo aver subito il contro-break nel quinto gioco Serena perde la testa: distrugge la racchetta e si becca un altro warning, stavolta per "racquet abuse". Per il cumulo di penalità le è stato dato un punto di penalizzazione. Ed è in questo momento che Serena diventa davvero furiosa e durante il cambio campo dopo il settimo gioco dà del "ladro" a Ramos, colpevole secondo lei di non averle tolto il primo warning (quello per coaching). "Lei ha messo in dubbio la mia lealtà, ora mi deve delle scuse. Lei non arbitrerà mai più una mia partita per tutto il resto della sua vita. E` un bugiardo e siccome mi ha rubato un punto, è anche un ladro". Il giudice di sedia non ha potuto fare a meno di comminarle un game di penalità a seguito di un terzo "warning" ("verbal abuse"), che ha proiettato la Osaka sul 5-3. La Williams ora parla di sessismo: "Quanti uomini dicono nefandezze peggiori e la fanno franca?"

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