Flavio Roda
Flavio Roda

Bormio, 31 dicembre 2020 – La due giorni di Bormio si è chiusa in maniera entusiasmante, con una discesa libera degna di tal nome per lo spettacolo offerto. Tutti i migliori racchiusi in pochi centesimi con la vittoria di Mayer davanti a Kriechmayr e Paris ottimo quarto. Grande lavoro degli organizzatori per rendere la pista in perfette condizioni dopo l’abbondante nevicata. Il grande impegno profuso è valso i complimenti del presidente federale Flavio Roda, mentre sul profilo strutturale, in ottica Olimpiade 2026, i lavori sono ancora in alto mare.

Bravi gli organizzatori

Si parte dalla pista, una Stelvio nel suo massimo splendore. Il commento di Roda: “Desidero fare i complimenti agli uomini di pista – ha detto il presidente ai canali federali - e al grande lavoro effettuato in questi giorni; la nevicata di lunedì ha messo in grande difficoltà tutti, ma la scelta di far slittare di un giorno le gare è stata vincente. E un grazie va alla Sib e a Valeriano Giacomelli, che ci hanno fornito una pista con un fondo perfetto. Ancora una volta Bormio e l’Alta Valtellina, con Santa Caterina che ha allestito due bellissimi giganti ad inizio dicembre, hanno dimostrato di sapere organizzare i grandi eventi”.

Ritardi per Milano-Cortina 2026

 

Poi le note dolenti, e Flavio Roda le ha indicate chiaramente: dal punto di vista strutturale Bormio è in ritardo in ottica Olimpiadi 2026. La Stelvio dovrebbe ospitare la discesa libera nella rassegna olimpica tra meno di sei anni e ci sono lavori da fare nella zona di arrivo: “A livello di strutture non ci siamo ancora – l’affondo di Roda - A Bormio non si può pensare di avere una zona d’arrivo come quella attuale per le Olimpiadi, sono convinto che stiamo perdendo troppo tempo”. Anche se mancano più di cinque anni, Roda sprona i responsabili ad iniziare il lavoro strutturale: “Siamo nel 2021 e bisognava già avere le condizioni affinché questo parterre d’arrivo fosse sulla buona strada. Tutti quelli che rivestono ruoli di responsabilità dovranno nei prossimi giorni, e non nei prossimi anni, mettere a punto la zona del traguardo, così come l’allargamento della pista per lo slalom. Ci sono tante cose da fare. Bravi gli organizzatori, meno brave le persone che dovrebbero pensare a quello che è l’evento olimpico”.

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