La festa della Serbia
La festa della Serbia

Yokohama (Giappone), 20 ottobre 2018 -  Le lacrime presto lasceranno spazio all'orgoglio, ma in questo momento il rammarico è troppo. L'Italia si arrende alla Serbia solo al tie break (25-21; 14-25; 25-23 19-22; 12-15) e dopo essere stata anche sul 2 a 1. Poi la rimonta di Boskovic e compagne, che nel quinto set si dimostrano più lucide ed esperte. Il futuro però è dalla parte delle nostre e Davide Mazzanti può solo sorridere per aver riportato il Nazionale femminile sul podio mondiale.

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PARTENZA SPRINT - Il primo punto della finale Mondiale lo mette a segno Bosetti, grande protagonista del primo set. L'Italia parte forte, volando subito sul +4 al primo timeout tecnico con un'ottima Danesi. La Serbia non ci sta e accorcia fino al -1 con l'ace di Veljkovic e l'attacco vincente di Mihajlovic. Nonostante la reazione delle avversarie, le azzurre non si scompongono e lentamente si riprendono un discreto bottino di vantaggio, grazie soprattutto alla pericolosità in battuta. Sylla firma l'ace, Bosetti crea più di un problema alla difesa slava dai nove metri ed Egonu comincia a scaldarsi. Paola sale in cattedra sul finale di set, mentre la Serbia si affida a Boskovic. Non basta però per recuperare le nostre, che vanno sull'1 a 0 con il punto di Sylla.

DOMINIIO SERBO - La squadra di Mazzanti inizia bene anche nel secondo set. Danesi ed Egonu ci portano a +2, ma è un fuoco di paglia, perché la Serbia ribalta completamente l'inerzia con Boskovic. La ricezione azzurra è tutt'altro che impeccabile (specie quella di Sylla) e le campionesse europee in carica ne approfittano. Al secondo timeout tecnico le nostre avversarie sono a +5: vantaggio che cresce ulteriormente grazie a degli attacchi al limite della perfezione di Mihajlovic e compagne. Il set diventa un calvario per l'Italia, che alza bandiera bianca per 25-14.

VOLATA AZZURRA - Tanto è stato squilibrata la seconda frazione, quanto è equilibrata la terza. Le due finaliste si sorpassano e controsorpasso, ma le azzurre si prendono tre punti di vantaggio con una chirurgica Egonu. Dal 16-13 però si passa in fretta al 20-18 in favore della Serbia firmato da Ognjenovic e Mihajlovic. Le nostre non mollano e Malinov e il muro della solita Egonu pareggiano i conti a quota 21. Bosetti manda in tilt con la battuta la difesa slava e Danesi ha gioco facile per il nuovo vantaggio italiano. Il muro di Sylla fa 24-22 e, dopo la schiacciata di Mihajolovic, tocca a Egonu portarci sul 2 a 1.

ORO AL TIE BREAK - Il set perso in volata lascia l'amaro in bocca alle serbe, che sfogano la loro frustrazione volando a +6 al primo timeout tecnico del terzo. Pare di rivedere lo stesso copione del secondo parziale e invece stavolta la nostra Nazionale ha la forza di reagire. Torniamo a -1, ma non riusciamo a piazzare il guizzo. Le slave sono più costanti, battono meglio e provano nuovamente ad andarsene. Egonu ci tiene a -2 sul 19 a 17, ma una serie di errori nel finale ci condanna al tie break, il secondo consecutivo dopo quello di ieri con la Cina.

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SOGNO SFUMATO - A cominciare meglio è l'Italia con una Sylla sugli scudi. Siamo avanti di uno al primo timeout tecnico, ma la Serbia ribalta le cose con Boskovic e il muro di Mihajlovic per il 10-8. Bosetti ci tiene in vita, ma dall'altra parte della rete c'è una Boskovic sontuosa. Le azzurre avrebbero la possibilità di pareggiare, ma un pallone sporco e il fallo di Sylla regalano l'oro alle slave.

 

Paola Egonu, chi è la pantera azzurra dei Mondiali - di Doriano Rabotti