Fabio Aru
Fabio Aru

Bologna, 2 luglio 2020 – Tre anni senza vittorie per Fabio Aru che, una volta lasciata l’Astana, ha smarrito quella continuità di rendimento che lo contraddistingueva anche da under 23. Il talento sardo si avvicina ai trent’anni, quelli della maturità agonistica e professionale e dopo un periodo buio il 2020 dovrà essere l’anno del rilancio. Il ciclista della Uae Emirates ha parlato del suo momento a Raisport.

RESET – Dopo aver risolto una serie di problemi fisici fastidiosi, la rinascita di Fabio Aru passa soprattutto dalla testa. Il sardo è pronto a ripartire: “Sono sempre stato molto severo con me stesso – ha affermato – I due mesi successivi all’ennesima delusione alla Vuelta sono stati i peggiori, momenti veramente brutti. Poi è arrivata la svolta grazie a un reset mentale e ora sono pronto a ripartire”. Tre anni senza vittorie sono un fardello da togliere presto dalle spalle, il livello di Aru è un altro: “Ci sono ciclisti che considerano un ottimo risultato arrivare nei 15 al Tour, ma questo non è da me. Il mio livello è un altro. In carriera nessuno mi ha regalato niente, sono sempre stato professionale e se non avessi avuto qualità non sarei mai arrivato a certi livelli agonistici ed economici”. Ora tutti si attendono di nuovo un Aru ad alti livelli, quello cioè capace di staccare tutti in salita come ai bei tempi: “Se posso tornare quello di prima? Proclami non ne faccio ma non mi pongo limiti, il mio obiettivo è tornare costantemente ad alti livelli come negli under 23 quando feci 60 gare in un anno con 40 volte nei dieci e 18 sul podio”. Nel suo programma stagionale Tour de France e Vuelta.