Carlos Sainz e il suo navigatore Lucas Cruz in trionfo alla Dakar (Ansa)
Carlos Sainz e il suo navigatore Lucas Cruz in trionfo alla Dakar (Ansa)

Dubai, 17 gennaio 2020 - Carlos Sainz vince la Dakar 2020. Non finisce di stupire il fuoriclasse spagnolo che, a 57 anni suonati, conquista il suo terzo mitico rally. Lo spagnolo, papà del pilota di F1 Carlos Sainz jr., aveva già dominato la Dakar nel 2010, guidando una Volkswagen, e nel 2018, con la Peugeot. Il madrileno fa sua anche la prima edizione in Arabia Saudita, questa volta al volante della Mini del team X-Raid. 

L'esperienza di Sainz ha fatto la differenza al via della 12esima e ultima tappa. Il pilota della Mini aveva un vantaggio di oltre 10 minuti sui principali avversari, gli esperti Nasser Al-Attiyah e Stephane Peterhansel

Lo spagnolo ha gestito al meglio la situazione, limitando i danni e portando a casa il terzo titolo. 

La prova, 429 chilometri fra Haradh e Qiddiyah di cui 167 di speciale, è stata vinta dal pilota qatariota della Toyota, che alla fine della tappa aveva rifilato 3'56" al madrileno, un buon distacco, non abbastanza però per superarlo in classifica generale. 

Sainz in questa edizione ha vinto 4 tappe chiudendo con un vantaggio  su Al-Attiyah di  6'21", terza l'altra Mini "Monsieur Dakar" con alla guida una vecchia volpe del deserto come il francese Stephane Peterhansel (13 successi nel rally, sei in moto e sette in auto), a 9'58". 

Per il campione spagnolo conqusita anche il record di pilota più vecchio a vincere la Dakar, e si conferma il secondo iberico per numero di successi al rally, dietro a Marc Coma che conta 5 vittorie. Coma quest'anno faceva da navigatore ad Alonso. L'ex pilota di F1, alla sua prima esperienza a una Dakar, è comunque soddisfatto della sua 13esima posizione. 

"In questo momento sono felicissimo, perché dietro questa vittoria ci sono grandi sforzi, tanti test e tanto allenamento. E grazie a tutti coloro che mi hanno appoggiato: sapevo di poter vincere, e ho spinto dal primo giorno di questa competizione". Qeste le prime parole di un emozionato Sainz oggi a Qiddiya, in Arabia Saudita. "È stato un rally molto difficile, in cui ho corso molti rischi", raccionta il pilota madrileno. 

A fine gara grande fair play del rappresentante del Qatar, e suo temibile avversario, Nasser Saleh Al Attiyah (campione anche di tiro a volo, sport in cui ha vinto un bronzo olimpico), che oggi si è imposto nell'ultima tappa, e ha atteso sul traguardo l'arrivo di Sainz per applaudirlo ripetutamente, sottolineando l'ammirazione per il 573enne vincitore.

Moto

Tra le moto trionfa Ricky Brabec su Honda. Lo statunitense ha difeso nell'ultima tappa il vantaggio accumulato. La prova è stata vinta dal cileno Jose Ignacio Cornejo, altro pilota della Monster Energy Honda, davanti a Brabec in ritardo di 53 secondi.

Brabec è il primo americano nella storia a vincere la Dakar. Il 28enne californiano ha conquistato due tappe, prendendo il comando della corsa dalla terza. 

Festa grande anche per la Honda al suo sesto successo di sempre, il primo fuori dall'Africa e dopo un'attesa lunga 31 anni. La casa giapponese in passato era salita sul podio anche con Ciryl Neveu (1982, 1986, 1987) e poi con Edi Orioli (1988) e Gilles Lalay (1989). 

La Honda era tornata a disputare le Dakar dal 2013, dopo 23 anni di assenza. Fino ad oggi dal ritorno aveva ottenuto due secondi posti, con Paulo Gonçalves (2015) e con Kevin Benavides (2018). Oggi finalmente il successo di Brabec. Secondo il cileno Pablo Quintanilla (+16'26"), in sella alla Husqvarna, e terzo l'australiano Toby Price (+24'06") con la Ktm.