Julian Alaphilippe
Julian Alaphilippe

Roma, 18 novembre 2020 – Re delle classiche del nord, ora anche campione del mondo: a Julian Alaphilippe mancano pochi trofei in bacheca, e ce n’è uno che resta un sogno quasi irraggiungibile. Si parla del Tour de France, la più importante corsa a tappe del mondo che richiede, per vincerla, un fisico e una preparazione adeguati. Alaphilippe è uno scattista, va oltre soglia su salite dure e brevi, ma quando si parla di Tour bisogna reggere sulle Alpi e sui Pirenei. E’ totalmente diverso.

Sogno Tour

Nel 2019 il francese fece sognare i connazionali restando per tanto tempo in maglia gialla, cedendola solo nelle tappe finali con un quinto posto conclusivo nella generale. Alaphilppe aveva due grandi sogni in carriera, Mondiale e Tour, uno lo ha realizzato, resta l’altro: “Le due gare che mi hanno sempre fatto sognare sono i mondiali e il Tour – ha affermato a Bistrot Velo di Eurosport – Se mi chiedete cosa mi piacerebbe vincere direi il Tour, ma non sto dicendo che ho intenzione di vincerlo il prossimo anno. Per ora sto recuperando dall’infortunio al Giro delle Fiandre e mi sto preparando per l’inizio di stagione, il Tour viene sempre dopo e ci penseremo più avanti. Il percorso 2021, tra l’altro, mi piace: le prime tappe mi si addicono”. Difficile che Alaphilippe possa diventare un corridore da tre settimane, soprattutto in una epoca storica dove la concorrenza nei gradi giri è elevatissima e con giovani forti in rampa di lancio: oltre ai soliti noti Thomas, Bernal, Roglic e Dumoulin, ci sono i giovani Pocagar Carapaz, Geoghegan Hart, Hindley e Vlasov.

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