Alex Schwazer
Alex Schwazer

Milano, 19 febbraio 2021 - "Siamo inorriditi per le molteplici accuse sconsiderate e infondate fatte dal giudice contro l'organizzazione e altre parti coinvolte in questo caso". Non si è fatta attendere la risposta della Wada alla notizia dell'archiviazione del caso Alex Schwazer da parte del Gip di Bolzano, Walter Pelino, che ha mosso pesanti accuse nei confronti dell'agenzia mondiale antidoping e della Iaaf (oggi World Athletics, federazione mondiale di atletica leggera). Nella sua ordinanza di 87 pagine, il giudice ha parlato di "sistema autoreferenziale da parte della Wada e della Iaaf, che non tollerano controlli dall'esterno e anzi sono pronte a tutto per impedirlo, al punto da produrre dichiarazioni false e porre in essere frodi processuali". A questo si unisce l'aggravante che i campioni di urina del marciatore altoatesino, prelevati l'1 gennaio 2016, sarebbero stati alterati. 

"Prove schiaccianti"

"Nel corso del dibattimento Wada ha fornito prove schiaccianti, corroborate da esperti indipendenti che il giudice ha rigettato in favore di teorie prive di sostanza - si legge nel tweet pubblicato dall'agenzia - Wada era parte civile in questo procedimento ed era impegnata nel compito di assistere la Corte nella definizione della sua sentenza. L'agenzia resta ferma nelle prove che ha fornito e rigetta nei termini più decisi le critiche diffamatorie contenute nella sentenza. Una volta che tutto il provvedimento sarà stato analizzato, Wada valuterà tutte le opzioni disponibili inclusa l'azione legale che sarà possibile intraprendere". 

Leggi anche - Schwazer, la storia, il doping e la teoria del complotto

.