di Gianmarco Marchini Colorò la storia del Napoli con un centinaio di reti, ma un suo "golazo" in maglia Juventus bucò come un coltello la tela dei dolci ricordi azzurri. Era il 6 aprile 1975 e con quel graffio a tre minuti dalla fine Altafini regalò lo scudetto ai bianconeri. Succede, quando si è pionieri del gol, di distribuire dispiaceri dove prima si portavano solo gioie. Pur essendo diventato il primo "core ingrato" della storia, stasera Josè guarderà la finale del Mapei Stadium con...

di Gianmarco Marchini

Colorò la storia del Napoli con un centinaio di reti, ma un suo "golazo" in maglia Juventus bucò come un coltello la tela dei dolci ricordi azzurri. Era il 6 aprile 1975 e con quel graffio a tre minuti dalla fine Altafini regalò lo scudetto ai bianconeri. Succede, quando si è pionieri del gol, di distribuire dispiaceri dove prima si portavano solo gioie. Pur essendo diventato il primo "core ingrato" della storia, stasera Josè guarderà la finale del Mapei Stadium con i sentimenti seduti su due poltrone.

Altafini, ma che Juve dobbiamo aspettarci dopo San Siro?

"Dipende molto da come i bianconeri sapranno reagire alla lezione presa contro l’Inter, anche perché dall’altra parte troveranno un Napoli con il coltello tra i denti".

Dopo settimane di rinvii, veleni e tribunali, sarà una Supercoppa a rischio alta tensione.

"Questa, come ogni finale, è una sfida che tutti vogliono vincere. Ma attenzione, sarà solo un pasticcino, un assaggio del vero piatto forte: il recupero di campionato. Stasera, certo, c’è in palio un trofeo, ma non sarà determinante per il resto della stagione. La gara rinviata, invece, sì, perché può cambiare volto alla classifica di entrambe".

Intanto Pirlo dovrà cambiare volto alla sua squadra...

"Per il momento sta faticando molto, non è riuscito a incidere, però vanno riconosciute anche le molte assenze pesanti: giocatori importantissimi come De Ligt, Alex Sandro, Cuadrado. Quest’ultimo, poi, è determinante nell’impianto tattico".

Gattuso, invece, viene da un 6-0 alla Fiorentina e sembra più avanti con il progetto.

"Parliamo di un tecnico che ha preso una squadra già formata da 2-3 anni. A volte sbaglia, altre fa bene: è un bravo allenatore, un grande motivatore, ma non un fenomeno. Tatticamente lascia ancora a desiderare".

Lei lo sa bene: a un attaccante bastano due-tre gare senza gol e piovono critiche. Trova giuste quelle a Ronaldo?

"Io vedo che lui negli ultimi anni è devastante con le squadre piccole, ma fatica un po’ nei big-match. Non credo sia dovuto all’età, fisicamente sta bene. Semplicemente lui è come Eusebio o Batisuta, usa molto la forza, gioca sulla potenza: se scende quella, cala il rendimento. Non è tecnico come Messi, Maradona o Pelè...".

Ma in notti così, di solito CR7 si esalta.

"Potrebbe, ma potrebbe anche essere la notte di Insigne. Sta facendo grandi cose e penso a come sorriderà Mancini: tra il napoletano, Barella, Bastoni, Calabria, sta lievitando un’Italia davvero fortissima".